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Regione - Coronavirus, l'allarme di De Luca: «3000 contagiati entro l'inizio di aprile»

Il governatore è un fiume in piena: «Hanno vendute le zeppole di San Giuseppe per strada. Complimenti, zeppole con crema di coronavirus. Sono episodi di imbecillità»

di genesp


Il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca è chiaro: ad inizio aprile in Campania il numero dei contagiati potrebbe superare la soglia dei 3000. Nel corso di un videomessaggio diffuso sui canali social del governatore, De Luca lancia l'allarme alla luce anche dei tanti comportamenti incivili dei cittadini. «Il numero dei pazienti positivi cresce a causa del ritorno a casa dei tanti campani che vivevano in Lombardia e nelle zone rosse. Oggi paghiamo questi viaggi e crediamo che per fine marzo i numero saliranno notevolmente. Per inizio aprile i contagiati potranno essere oltre 3000. E non ce lo possiamo permettere - spiega il presidente -. In primis dobbiamo tutelare il nostro personale sanitario che è in prima linea in questa emergenza. Già ne sono troppi e se dovessero essere il 20%, rischiamo il collasso totale».

«Abbiamo svuotato alcuni ospedali per poter gestire la pandemia anche in vista del numero di contagi che prevediamo. Abbiamo trasformato alcuni nosocomi in Covid Hospital proprio per fronteggiare il numero dei pazienti (nell'area stabiese è stato individuato il Sant'Anna di Boscotrecase, ndr). Prima i sindaci non volevano nella propria città simili ospedali, poi si sono resi conto di quanto siano fondamentali. Abbiamo firmato un contratto c

on una ditta di Padova così da poter incrementare il numero di posti letto in terapia intensiva. Ci stiamo attrezzando, anche con le mascherine che acquistiremo in USA e in Cina» continua De Luca.

E da qui l'attacco al Governo: «Noi abbiamo firmato un'ordinanza con la quale vietiamo gli sport all'aperto e ci aspettiamo che lo stesso faccia il Governo. Ci sono delle zone d'ombra e non ce lo possiamo permettere. E mi rivolgo anche agli ufficiali delle forze armate: le ordinanze della Regione vanno rispettate e non sottovalutate. Valgono di più di quelle nazionali. La situazione è grave e non possiamo più perdere tempo: basta mezze misure».

«Mi segnalano troppi casi di imbecillità in Campania. Da soli non possiamo fronteggiare l'emergenza se la cittadinanza non ci aiuta. Ieri era la festa del papà e a Napoli hanno venduto zeppole di San Giuseppe per strada. Bene, bravi. Zeppole con crema di coronavirus. Sono senza parole. Così come chi ci chiede se può organizzare la festa di laurea. Certo, poi vi facciamo arrivare i carabinieri. Questa volta con i lanciafiamme. Imbecillità pure. Così pure chi organizza riti religiosi mettendo a rischio i fedeli. In Campania è tutto vietato: la salute va preservata».


venerdì 20 marzo 2020 - 15:09 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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