Il comando dei vigili urbani di piazza Schettini come un banale ufficio postale. Accade anche questo a Pompei, dove da circa 9 mesi i caschi bianchi locali stanno vivendo una situazione ai limiti del paradossale, abbassando serranda alle 14 in punto come il resto dei dipendenti pubblici. Nulla di strano, se non fosse appunto che il servizio di pubblica sicurezza comunale - soprattutto in una città ad altissimo impatto turistico come quella mariana - dovrebbe essere garantito almeno fino a sera.
Questione di immagine e decoro, questione in primis di dignità per gli agenti della polizia municipale, da mesi alle prese con i problemi sul riconoscimento dell'indennità di turnazione. Circa 200 euro al mese che, moralmente, fanno tutta la differenza del mondo. La misteriosa sparizione del fondo ausiliario in estate ha posto le basi per l'aspro muro contro muro attuale e nemmeno il tavolo tecnico in Prefettura dello scorso settembre è servito a rimettere le cose a posto.
Dopo mesi di silenzi e speranze risultate vane, i sindacati dei dipendenti sono tornati a far sentire la propria voce, convocando per domani un'assemblea al termine della quale verranno intrapresi provvedime
nti formali contro il sindaco di Pompei Pietro Amitrano. A spiegarlo è il segretario della Cgil Antonio Fascia, rappresentante degli agenti nel dialogo con l'Ente di palazzo De Fusco per porre fine al reciproco disagio: «Al temine della riunione di domani - afferma Fascia a Stabia Channel - avvieremo un articolo 28 della legge 300 contro l'amministrazione».
«Il primo cittadino Amitrano intraprende iniziative senza relazionarsi con i sindacati, è un comportamento grave. Ci ha detto di aver programmato, richiesto e ottenuto un incontro per ministro della Funzione pubblica per dare risalto alla situazione - incalza Fascia -. Al Mef sarà chiesto un emendamento apposito in qualche legge per salvare Pompei, come già fatto in passato».
I rapporti con revisori ed amministrazione comunale restano però ai minimi storici: «Ad oggi sappiamo solo questo - conclude il segretario della Cgil -. Purtroppo siamo costretti a sottolineare che non esiste trattativa, non sono in agenda nuovi incontri e la matassa è ben lontana dall'essere sbrogliata». Il braccio di ferro delle mille e una notte continua.