Scontro senza fine tra l'amministrazione comunale di Pompei e i sindacalisti dei vigili urbani. In queste ore i rappresentanti delle sigle di Cgil, Cisl e Uil hanno diffuso una nota in cui si annuncia formalmente lo stato di agitazione dei caschi bianchi per alcune divergenze di carattere economico-gestionale riscontrate con la delegazione trattante di palazzo De Fusco in vista della stagione estiva.
Al centro delle lamentele, l'istituzione del servizio straordinario ormai sistematico per i week end: «Non può essere utilizzato per eventi prevedibili e programmabili - recita il documento a firma dei segretari territoriali Ciro Serino, Giuseppe Manfredi, Mario Russo ed Emilio Pagano - così come avviene per i sabati e le domeniche nell'ultimo periodo attraverso il brogliaccio di servizio giornaliero redatto dal comandante. Tale inottemperanza potrebbe essere attenzionata dalla Corte dei Conti e costituire un danno erariale».
Non solo: «In data 19 giugno 2019, nell'incontro con la parte pubblica, le organizzazioni sindacali avevano rappresentato la necessità di una nuova riorganizzazione del turno di servizio che garantisse le 11 ore di riposo giornaliere come previsto dal contratto nazionale del lavoro e che con l'avvicinarsi della stagione estiva si rendeva necessaria la convocazione di un tavolo con le altre forze di polizia per un protoc
ollo di intesa visto l'esiguo numero degli agenti della Municipale in un periodo dell'anno con situazioni particolari di criticità. L'istituzione del 'terzo turno' non garantisce la sicurezza per l'incolumità degli agenti operanti, tre pattuglie non possono essere sufficienti per tutta la notte».
Nel mirino dei rappresentanti di categoria anche la destinazione dei fondi ripartiti dell'ex Articolo 208. Denaro che sarebbe dovuto servire «per finanziare l'assunzione di ben 22 agenti a tempo determinato. Tuttavia, malgrado questa predisposizione, la capacità assunzionale è stata ricoperta da altre figure professionali diverse dalla polizia municipale, relegando al rinvigorimento del corpo solo 7 unità. Questo status de quo ha garantito l'assunzione solamente di 4 unità a tempo determinato che non possono certo rappresentare la panacea di tutti i mali».
Pertanto, in attesa anche della nuova udienza presso il Tribunale del Lavoro di Torre Annunziata che dovrà deliberare sull'accusa di 'comportamento antisindacale' dell'Ente, i rapporti tra parte pubblica e delegazione trattante restano freddi. Lo scontro iniziato per il ripristino del fondo ausiliario dei caschi bianchi, tuttavia, si allargarsi fino a sfociare nella proclamazione di un nuovo stato di agitazione. La luce in fondo al tunnel pare ancora lontana.