Cultura & Spettacolo

Pompei: show di Benigni agli scavi, solo 1300 posti

Erano previsti 4mila spettatori. Per motivi di sicurezza il 29 spettacolo al Teatro Grande. La Regione chiede un bis.


Da quattromila a milletrecento posti. Sarà uno spettacolo per pochi quello che il 29 giugno porterà agli Scavi di Pompei Roberto Benigni e il suo «Tutto Dante». E i pochi che potranno assistervi hanno già in tasca il biglietto: il tutto esaurito è stato registrato già nei primissimi giorni. In pratica, inutile sperare di mettere le mani su uno dei ticket da 50 euro (più cinque di prevendita) che sono stati venduti prevalentemente attraverso il sito www.etes.it. A meno di rivolgersi, se ce ne sono, ai «bagarini» del mercato nero. E adesso da Regione, Comune e Azienda di turismo arrivano appelli all’organizzazione per concedere almeno una replica al pubblico vesuviano. «Siamo in contatto con l’agenzia romana che organizza lo show di Benigni perché valuti la possibilità di fissare un’ulteriore data per lo spettacolo», fa sapere l’assessore regionale al Turismo Marco Di Lello, che qualche mese fa si era già attivato per scongiurare il naufragio della trattativa con l’agenzia di spettacoli di Lucio Presta. La soprintendenza archeologica di Pompei non aveva autorizzato lo show per motivi di sicurezza. Poi, grazie anche alla mediazione della Regione, era arrivato il via libera alla rappresentazione in un’area immediatamente esterna alla città antica, quella cosiddetta dei «cumuli borbonici». Ora, lo scenario è di nuovo cambia

to. Per evitare, a quanto sembra, il rischio di smottamenti, la Soprintendenza ha deciso di spostare lo spettacolo al Teatro Grande. Inevitabile, dunque, il taglio netto di posti disponibili («La Soprintendenza - fanno sapere dalla Regione - ne aveva previsti solo 1000, poi con il nostro intervento siamo arrivati a 1300»). Inevitabile anche il malumore. Mentre il soprintendente archeologo Pietro Giovanni Guzzo preferisce non commentare, Luigi Garzillo, direttore dell’Azienda di turismo di Pompei, ammonisce: «Con questi numeri lasciamo tutti scontenti: il pubblico, i turisti, lo stesso Benigni. Per evitare che l’evento resti riservato soltanto a una casta di privilegiati, ci vorrebbero non una ma almeno due repliche. Oppure, se tutto questo non fosse possibile, meglio spostarlo fuori dagli scavi, nella pineta o nella piazza del Santuario». Più che repliche, dovrebbero essere anticipazioni, visto che il 30 giugno l’oscar toscano sarà a Potenza. «Non penso - si associa l’assessore alla Cultura di Pompei Antonio Ebreo - che consentire la presenza di un pubblico più folto possa davvero danneggiare il sito archeologico: posso solo dire che un evento del genere serve per promuovere la città e i suoi tesori. Se si riserva a pochi, oltre a fare un torto alle persone comuni, che ne restano tagliate fuori, si manca del tutto l’obiettivo».


domenica 17 giugno 2007 - 17/06/2007 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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