Cronaca

Pompei - Sgombero della casa di riposo Borrelli, arriva l'ordinanza di Amitrano

Struttura di via Lepanto inagibile, scatta la 'diaspora' degli anziani tra le proteste della cittadinanza.

di Francesco De Sio


Il tanto atteso giorno è arrivato: con un'ordinanza emessa ieri, il sindaco di Pompei Pietro Amitrano ha disposto lo sgombero immediato della casa di riposo Carmine Borrelli. L'immobile di via Lepanto, come accertato da mesi, non gode dei requisiti minimo di sicurezza - tra cui anche quelli sismici - per garantirne l'agibilità. Categorico, dunque, il divieto di accesso alla struttura fino all'esecuzione dei lavori di consolidamento e ristrutturazione a carico del Comune. La palla passa ora agli agenti della polizia municipale, i quali, coadiuvati dai servizi sociali, dovranno rendere operativo il provvedimento.

Attualmente presso la struttura risultano allocati 29 anziani, alcuni dei quali allettati, assistiti da 14 dipendenti della Aspide, la partecipata dell'Ente posta ormai da anni in liquidazione visto il continuo disavanzo negativo generato nel corso degli anni, pari a più di un milioni di euro: da febbraio la società è interessata da una procedura che ne prevede la cessazione dell'attività ordinaria.

Ospiti e lavoratori, da tempo, sono in protesta contro la scelta paventata da mesi da palazzo De Fusco. Un malcontento palesato anche all'esterno dell'ospizio, tappezzato da striscioni e bandiere di slogan anti-Amitrano. «Stanotte è stata da incubo - racconta una dipendente della casa di riposo -. La nonna Annamaria piangeva perché non si sarebbe mai aspettato che il sindaco avrebbe fatto questa ordinanza. Lei è già stata in un'altra struttura ma dice che come da noi non si è trovata mai da nessuna parte».

«Poi c'era Mario che mi diceva 'se mi mandano lontano io come faccio ad an

dare tutte le mattine dalla madonna? Sono anni che ci vado tutte le mattine'. La signora Rita diceva quale struttura ha i balconi e il giardino che possiamo affacciarci e passeggiare. Quindi come penso avrete capito è stata una nottataccia per tutti. Ognuno di loro era triste per quello che ha fatto il nostro amato sindaco - conclude la donna -. Se l'Ente dice che quest'immobile non è antisismico e va liberato, bisognerebbe per lo stesso motivo liberare anche tanti edifici della città compresi alcuni grandi plessi scolastici».

Le preoccupazioni di chi per anni ha vissuto dei confort del centro pompeiano arrivano addirittura a ipotizzare scenari di ben altra natura, indicando altre motivazioni alla base della scelta del comune di voler sgomberare. «Crediamo che la volontà di evacuarci forzatamente si ricolleghi al fatto che quest’area è parte integrante del più vasto progetto Eav - spiega uno dei nonnini - e che quindi è attenzionata da ben altri interessi che non riguardano affatto la sicurezza e l'incolumità pubblica e privata».

Sarà ora lo stesso Comune a dover organizzare lo smistamento dei pazienti: una 'diaspora', seppur definita provvisoria, che dovrà in ogni caso garantire un adeguato servizio di cura e assistenza verso gli anziani. Un atto, quello deliberato in queste ore da Amitrano, che in città viene visto come uno scontro con la fascia più debole della società: anziani, indigenti e poveri che andrebbero difesi più che attaccato. Ora, con il provvedimento messo nero su bianco, la discussione per la salvaguardia della Borrelli è pronta ad assumere toni ancora più aspri.


mercoledì 3 luglio 2019 - 17:57 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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