Guide turistiche ancora in rivolta a Pompei, dove uno dei veterani del settore, il signor Raffaele Iaccarino, ha deciso di denunciare ai carabinieri della stazione locale la situazione dei tariffari poco chiari per i turisti provenienti da tutto il mondo. Secondo la segnalazione, le parcelle delle visite al famosissimo sito archeologico campano sarebbero tutt'altro che trasparenti: un'ora di tour per due persone potrebbe costare fino a 250 euro.
La proposta di Iaccarino riguarda anche l'affissione di un tariffario alle entrate del parco, affinché i visitatori siano consapevoli di quanto andranno a spendere, senza poi rischiare brutte sorprese da parte di qualche collega truffaldino che cerchi di guadagnare cifre irragionevoli per il lavoro svolto, mettendo peraltro in cattiva luce i colleghi onesti.
Queste 'tariffe al buio' sarebbero da imputare alla liberalizzazione dei compensi da parte della Regione. Da qui il circolo vizioso, con le guide che attraggono i turisti all'entrata per poi svelare il prezzo solo a f
ine corsa. Senza considerare, poi, la tendenza degli operatori abusivi a giocare al ribasso per battere la concorrenza delle guide qualificate, una situazione che già in passato ha dato luogo anche a risse.
La soluzione per provare a mettere una toppa potrebbe risiedere nell'iniziativa dell'ex direttore Massimo Osanna, il quale mise a punto un regolamento che stabiliva una postazione permanente presso gli ingressi degli Scavi. Così facendo, l'associazione delle guide turistiche abilitate in Campania avrebbe potuto organizzare degli elenchi in cui ogni giorno le guide devono registrarsi in ordine di arrivo, evitando diverbi decisamente poco eleganti.
Ad oggi, purtroppo, un tariffario ufficiale per i ciceroni degli Scavi di Pompei ancora non esiste, con le autorità del Parco che scelgono in pratica di 'lavarsi le mani' nei confronti del problema. Continua così la guerra tra onesti e furbetti che sta esasperando gli animi all'interno delle stesse guide qualificate e riconosciute dalla Regione.