Cronaca

Pompei - Palestra del Pascal inagibile, la preside ne spiega i motivi

La professoressa Zamboli replica alle associazioni cittadine circa l'indisponibilità della palestra. Un guasto all'impianto elettrioco ne impedisce la piena funzionalità.

di Maria Fusco


Scontro aperto tra le associazioni sportive Virtus Pompei, Pompei Volley e Karate Vesuviana e la preside del liceo statale “E. Pascal” di viale Unità d’Italia, che ha deciso l’interdizione della palestra dell’istituto a tutti (studenti inclusi) e non solo alle tre società. La scelta della dirigente scolastica Filomena Zamboli è stata dettata dalla necessità di allinearsi al parere di tecnici della Città metropolitana che hanno effettuato (su sollecitazione) un controllo all’impianto tecnico della palestra, accertando un guasto a tre dispositivi cosiddetti salvavita. Dunque nessuna scelta di ostacolare in qualche modo l’operato delle associazioni sportive (così come le stesse sostengono) ma solo la necessità di tutelare l’incolumità di tutti. A riguardo la Zamboli precisa: “In tempi recenti l’impianto elettrico della palestra presenta disfunzioni tali da determinare improvvise interruzioni dei circuiti elettrici, facendo piombare nel buio l’intero ambiente, la qualcosa, si comprende, potrebbe causare incidenti, soprattutto se l’interruzione avviene nel momento in cui si svolgono attività motorie. Le improvvise interruzioni dei circuiti sono causate da sovraccarichi rispetto alla capacità di erogazione delle apparecchiature. In tale circostanza ho provveduto ad informare la Città Metropolitana di Napoli affinché inviasse i propri tecnici per eliminare i guasti e per ripristinare il regolare funzionamento dell’impianto; ho, inoltre, provveduto ad inviare alle Società sportive un cortese invito a limitare, durante le esercitazioni, i punti luce per evitare che i sovraccarichi potessero causare l’interruzione. Avrei potuto, in presenza del cattivo funzionamento dell’impianto elettrico, interdire l’accesso alla palestra, avendone motivo. Ma ho ritenuto, invitando alla prudenza, consentire lo svolgimento delle attività sportive, assumendone la consequenziale responsabilità, al solo scopo, evidentemente, di non interrompere, sine die, gli allenamenti. Anche questo dimostra, contrariamente alle illazioni raccontate, la volontà di “capire” e di collaborare da parte mia e della scuola. L’invito alla Città Metropolitana di Napoli ha avuto seguito, tant’è che lunedì 15 febbraio u. s. sono intervenuti i suoi tecnici per fare un sopralluogo allo scopo di verificare quanto da me comunicato, in ordine al cattivo funzionamento dell’impianto elettrico. Purtroppo i tecnici hanno verificato che non si trattava di un depotenziamento, bensì di un guasto molto più grave e, soprattutto, molto più perico

loso, tale da mettere a rischio la vita di chi frequenta l’ambiente. I tecnici hanno riscontrato il guasto di tre apparecchiature cosiddette “salvavita”; vale a dire che da tempo si è corso il rischio di incidenti mortali, nel senso che, laddove qualcuno avesse avuto la disavventura di venire a contatto con un filo danneggiato (ad esempio), il salvavita non sarebbe scattato ed il malcapitato sarebbe rimasto fulminato. In altri termini, l’apparecchiatura collocata per evitare gli incidenti non era più in condizione di svolgere il compito per il quale era stato costruito ed allocato. I tecnici hanno immediatamente annotato tale guasto ed hanno consigliato di evitare l’uso dell’ambiente fino a quando non fosse stato riparato il guasto. L’ASPP dell’Istituto, da me interpellato e con esso il Responsabile della sicurezza, hanno espresso identico parere, per cui non mi è rimasto altro da fare, nella mia qualità di dirigente scolastica, al fine di evitare una possibile tragedia, che interdire l’uso della palestra, sia agli alunni che alle Società sportive; queste ultime sono state raggiunte mediante fono, allo scopo di consentire ogni opportuna comunicazione agli atleti, evitando loro il fastidio di presentarsi presso l’istituto inutilmente. Al fono, poi, è stata aggiunta la formale comunicazione. Con ogni possibile solerzia ho immediatamente avvisato la Città Metropolitana di Napoli perché provvedesse, con l’urgenza del caso, alla sostituzione delle apparecchiature, consentendo in tal modo la ripresa di tutte le attività, sia quelle della scuola che quelle delle Società sportive. Ed infatti, nella giornata di venerdì 19 febbraio sono nuovamente intervenuti i tecnici della Città Metropolitana di Napoli, con lo scopo di sostituire le apparecchiature guaste e di rimettere in funzione l’impianto elettrico. Purtroppo, però, a quanto è stato dato di capire, i tecnici non hanno potuto ripristinare il funzionamento dell’impianto per mancata corrispondenza alla bisogna degli apparecchi in loro dotazione. Devo ritenere, dato che il succedersi degli interventi denota l’attenzione dell’Ente locale competente, che il guasto sarà definitivamente e completamente rimosso con tutta l’urgenza che il caso impone. Tutto quanto sinteticamente riportato è puntualmente documentato e conservato agli atti della scuola, a disposizione di chiunque ne abbia diritto. Questa è la verità”. Dunque per la professoressa Zamboli disporre la chiusura della palestra è stato un atto dovuto. Non resta che attendere quanto tempo ci vorrà per riparare il guasto.


lunedì 22 febbraio 2016 - 09:58 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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