Un'isola ecologica da realizzare lungo i terreni agricoli adiacenti al fiume Sarno: palazzo De Fusco studia le prime mosse per capire i margini di fattibilità del progetto.
La politica ambientale dell'amministrazione Amitrano punta alla tanto attesa svolta, ma per farlo sarà necessario prima di tutto che il Comune di Pompei aquisti dall'Asl gli appezzamenti di via Ripuaria, solo in seguito si avvierà il lungo iter che dovrebbe portare anche ad un sensibile miglioramento - specie in termini economici - della raccolta differenziata.
L'idea è tuttavia ancora nel suo stadio embrionale, e in una fase tanto preliminare risulta difficile fornire una stima attendibile di costi, tempi e difficoltà che l'Ente dovrà affrontare per realizzare l'opera. Il primo passo è comunque stato compiuto ieri, con la riunione della commissione Ambiente ed ecologia presieduta dal consigliere Pasquale Caravetta: all'ordine del giorno proprio il progetto dell'isola ecologica, su cui è stato chiesto un parere all'ufficio tecnico preposto.
Se entrare nel dettaglio è difficile, il dirigente Gianfranco Marino ha comunque indicato una via divisa in quattro tappe fondamentali. In primis sarebbe opportu
no effettuare uno studio di fattibilità dell'isola ecologica propedeutico all'acquisizione dell'area di proprietà della azienda sanitaria locale. Si entra nel vivo con la seconda fase, quella che prevede nei fatti la richiesta e - si spera - l'ottenimento di finanziamenti pubblici per comprare i terreni; tanto banale quanto scontato, dal momento che le casse pubbliche pompeiane non dispongono dei necessari fondi in bilancio. Solo a quel punto, numero tre, i tecnici comunali sarebbero in grado avviare i contatti per l'acquisizione dei terreni agricoli, con la speranza di accaparrarseli ad un prezzo conveniente. Quarto ed ultimo atto, palazzo De Fusco dovrebbe appaltare i lavori pubblici per la costruzione vera e propria dell'isola ecologica.
Un quadro tanto lineare nelle intenzioni quanto impervio nella pratica. A preoccupare è soprattutto lo sviluppo delle tempistiche, incognita ovviamente non adeguatamente soppesata nel piano del dirigente al ramo. Gli ostacoli all'ambizioso progetto sembrano infatti essere parecchi: si va dalle finanze scarne dell'Ente, all'organico del personale - specie quello degli uffici tecnici -, passando ovviamente per lo stato di avanzamento del Puc e, ultimo ma non ultimo in casi come questo, dalla velocità della macchina burocratica del Comune. Staremo a vedere.