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Pompei - No ai sottopassi, Il M5S ricorda quando chiese l'istituzione dei referendum comunali

«Continueremo a sostenere ed a supportare i cittadini nei modi e nelle sedi opportune affinché la loro voce non resti inascoltata».


Attivisti pentastellati in agitazione a Pompei. Mentre si discute dei protetti EAV e della raccolta firme avviata tra i cittadini per fermare un’opera che ritengono dannosa per la città, il Movimento 5 Stelle pompeiano ricorda quando, nel 2013,  attraverso una petizione popolare si chiese all’amministrazione comunale di redigere ed approvare un regolamento che disciplinasse le procedure per lo svolgimento dei referendum comunali. «Alcuni cittadini consideravano questa nostra proposta poco importante – dicono i pentastellati - , quasi superflua, non percependo in quale modo si sarebbe potuto utilizzare tale strumento di partecipazione. Le stesse forze politiche di maggioranza ed opposizione non presero in considerazione la nostra petizione, nonostante nella risposta ufficiale alla nostra istanzail Dirigente preposto asserì che una bozza del regolamento si trovava all’esame della I Commissione Consiliare. Tuttavia per quanto ne sappiamo tale regolamento non è mai più uscito da quella commissione. Oggi alcuni cittadini, ma soprattutto molti politici e politicanti, chiedono a gran voce un referendum comunale per decidere sul controverso progetto dell’EAV di cui tanto si parla in città. Ben venga la partecipazione dei cittadini, peccato però che queste persone arrivino con appena 6 anni di ritardo! In assenza del regolamento, lo strumento partecipativo del referendum comunale non è utilizzabile. Ciò dimostra che la mentalità dei “grillini” e la loro visione delle cose è sempre stata avanti anni luce rispetto alla classe poli

tica che governa la città da troppi anni. Quella stessa classe politica che oggi vorrebbe, con la scusa del progetto EAV, fingere di dare un’ulteriore possibilità di cambiamento alla città con il solo scopo di cavalcare la protesta e rovesciare il governo. Con il concreto rischio per tutti di cadere dalla padella alla brace».

«Allo stato attuale – prosegue la nota dei grillini - i comitati cittadini che si stanno battendo contro il progetto EAV e che hanno raccolto oltre 3000 firme a sostegno della loro battaglia, purtroppo non potranno utilizzare tali firme per chiedere di indire un referendum comunale proprio a causa della mancanza di un regolamento che ne disciplini le procedure di ammissibilità, le modalità di raccolta delle firme, lo svolgimento delle consultazioni, la loro validità e la proclamazione del risultato. L’art.44 comma 1 dello Statuto Comunale afferma: “Un numero di elettori residenti, non inferiore al 15% (quindici) degli iscritti nelle liste elettorali, può chiedere che vengano indetti referendum consultivi e propositivi”. Oltre 3000 firme sarebbero state sufficienti! Un vero peccato. Nonostante ciò, le tante firme raccolte rappresentano comunque una forza cittadina importante da far valere mediante la presentazione all’ufficio protocollo comunale e di cui l’amministrazione comunale dovrà necessariamente tenere conto. Noi, come gruppo 5 stelle di Pompei, continueremo a sostenere ed a supportare i cittadini nei modi e nelle sedi opportune affinché la loro voce non resti inascoltata».


sabato 22 giugno 2019 - 08:57 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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