«Non so se gli altri imprenditori riscontrano la stessa difficoltà ma per me è diventato quasi impossibile stare dietro ai continui contrordini che arrivano da palazzo De Fusco in materia di intrattenimento musicale notturno. Il vicesindaco Pietro Orsineri, solo qualche settimana fa, ha firmato un’ordinanza che spostava il limite massimo consentito per la diffusione della musica dalle 24:00 alle 2:00, dal venerdì alla domenica. Il sindaco Ferdinando Uliano, invece, ha fatto dietrofront nel giro di pochissimi giorni. E chissà che non debbano arrivare ancora altre novità da palazzo De Fusco. Ma come si fa a lavorare in queste condizioni?». Questo lo sfogo di un imprenditore, proprietario di un locale ubicato nel centro storico cittadino. Il dietrofront al quale fa riferimento l’uomo, non è altro che l’insieme delle nuove regole messe nero su bianco in un’ordinanza a firma del sindaco Ferdinando Uliano che, di fatto, ha invalidato in parte il precedente dispositivo emanato da Orsineri. Nel dettaglio, a partire dalle 23:00 e fino alle 7:00 del mattino, non si possono vendere e consumare bevande contenute in bottiglie di vetro. L’intrattenimento musicale, dal vivo o in filodiffusione, &e
grave; consentito fino alle 24:00 con proroga di un’ora soltanto il venerdì e il sabato (ad esclusione della domenica). Del tutto vietata invece l’amplificazione sonora. Diffusione musicale concessa fino alle 24:00 anche per gli eventi pubblici e i raduni all’aperto autorizzati dall’amministrazione comunale. In casi simili è prevista un’ora di proroga soltanto il venerdì e il sabato, alla stregua dei locali d’intrattenimento. «Ciò che in altre città è possibile – commenta un altro imprenditore – a Pompei diventa impossibile. Nessuna amministrazione comunale inclusa quella attuale, ad oggi, è riuscita a trovare una giusta sintesi tra le esigenze di chi rivendica il diritto a dormire e chi invece quello a lavorare, cioè gli imprenditori del ramo che tanto hanno investito a Pompei, basta guardare via Sacra com’è attualmente rispetto a qualche anno fa. Ma perché il sindaco non convoca un incontro invitando una delegazione di residenti che vorrebbero la città del silenzio assieme alla prelatura e un gruppo di imprenditori del ramo? Forse il confronto de visu potrebbe portare all’individuazione di una soluzione condivisa».