Cronaca

Pompei - Monumento ai caduti: il tricolore diventa ‘souvenir’ per una scolaresca

Era stato sistemato sulla recinzione del monumento ai caduti di tutte le guerre di piazza Bartolo Longo, ma c’è chi giura di aver visto una scolaresca portarlo via l’altroieri pomeriggio, nel giorno delle celebrazioni per i 70 anni della Repubblica italiana.

di MDP


Tricolore portato via da un gruppo di giovanissimi studenti, presumibilmente con età compresa tra i 12 e i 13 anni. L’episodio si è consumato nel primo pomeriggio del due giugno scorso, stando a quanto segnalato da un cittadino pompeiano che ha assistito alla scena. La bandiera era stata sistemata sulla recinzione che delimita il monumento ai caduti di tutte le guerre che si trova nei giardini pubblici di piazza Bartolo Longo, di fronte alla casa comunale. Delle celebrazioni tenutesi in città per i 70 anni della Repubblica italiana restano soltanto il municipio addobbato, il tricolore issato all’esterno del monumento in argomento e le due corone deposte ai suoi piedi (in foto). Del tricolore con i fiocchi che era stato disposto sull’inferriata, invece, non v’è più traccia. Eppure c’era, la conferma arriva da più parti, persino da qualche esponente delle forze dell’ordine. Dov’è finito allora? La risposta arriva dal racconto abbastanza dettagliato di un cittadino, acuto osservatore. «L’esposizione del tricolore sulla recinzione è durata meno di ventiquattro ore. Sistema

to al mattino, intorno alle ore 15 non c’era più. Alcuni ragazzini, di sicuro alunni della scuola media secondaria di primo grado in visita a Pompei, lo hanno strappato dall’inferriata e se ne sono andati via sventolandolo. Credo che quasi nessuno si sia accorto dell’accaduto. Per qualcuno potrà sembrare un gesto goliardico. A mio avviso si è trattato di un’azione vandalica, irrispettosa della memoria di un luogo carico di significato come il monumento ai caduti di tutte le guerre di piazza Bartolo Longo. Non c’è più rispetto neppure per la storia. Hanno scambiato il tricolore per un ‘souvenir’ da portare a casa, tra l’indifferenza di molti. Stiamo tirando su generazioni di ragazzi sempre più superficiali». Questa la testimonianza. Il dato oggettivo è che il tricolore al quale si fa riferimento, effettivamente non c’è più. Qualora le cose fossero andate diversamente o ci fosse una spiegazione precisa per l’accaduto, servirà soltanto farlo sapere. Fin da ora si garantisce la possibilità di interventi integrativi afferenti alla vicenda.


venerdì 3 giugno 2016 - 23:45 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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