«Ho letto alcuni giorni fa che la professoressa Principia Del Gatto, coordinatrice della scuola primaria paritaria “Bartolo Longo”, ha affermato che la stessa non chiuderà. Mi fa piacere per loro però voglio precisare anche a nome di altri colleghi che le cose stanno molto diversamente per le altre scuole pontificie, superiori e medie, che invece chiuderanno, su espressa volontà della prelatura che già mesi fa, con una lettera indirizzata anche ai sindacati, ha vietato di accettare nuove iscrizioni. La motivazione è di natura economica. Non ci sarebbe la stessa disponibilità finanziaria di un tempo per mantenere le strutture. Dicono che le offerte dei fedeli sono diminuite parecchio. Gli alunni delle uniche tre sezioni dei due istituti superiori “Bartolo Longo” e “Santa Caterina da Siena” e della scuola media, anch’essa denominata “Bartolo Longo”, saranno accompagnati dai docenti
fino alle fine del loro percorso scolastico, poi si chiuderanno i battenti. Solo la scuola primaria è destinata a sopravvivere». Questa è la lucidissima analisi di una docente, che ha sentito l’esigenza di intervenire su una questione molto delicata per la quale, mesi fa, alunni e insegnanti erano scesi persino in piazza a protestate dinanzi al municipio e alla basilica mariana con striscioni in mano. Anche il sindaco Ferdinando Uliano aveva espresso vicinanza ai ragazzi e al corpo docente, sfilando con loro in corteo. Protestare non è servito a nulla; il rischio chiusura infatti non è stato scongiurato. Lo si evince chiaramente dalle parole dell’insegnante che trovano conferma anche nei racconti di tanti altri docenti. Pompei dovrà fare i conti con la cancellazione di una parte molto significativa della sua storia.