Il guardrail doveva essere sostituito, il Comune lo sapeva e avrebbe dato ordine alla società appaltatrice di procedere con le operazioni. E' questa l'ultima novità nel processo in fase di svolgimento per la morte di Nunzia Cascone e Anna Ruggirello, madre e figlia decedute dopo un terribile incidente con successiva caduta all'interno del fiume Sarno in piena. Tra gli imputati c'è Catello D'Auria, finanziere, che con la sua auto colpì la Fiat Panda delle due donne scaraventandole nel fiume.
Ma risultano al centro delle indagini anche i titolari della società appaltatrice che avebbe dovuto sostituire il guardrail pericolante. I titolari si sono difesi affermando che il loro lavoro per il Comune si basava solo sulla manutenzione stradale mentre per la gestione del parapetto bisognava attendere un incarico che n
on è mai arrivato. Per questo motivo nessuno intervenne e ora, durante il processo in fase di svolgimento, i titolari dell'azienda si difendono rispedendo al mittente tutte le accuse. Le udienze continueranno comunque nelle prossime settimane. I familiari delle vittime chiedono giustizia per una morte che ancora oggi è difficile da accettare. Se fosse stato sostituito il guardrail, probabilmente Anna e Nunzia si sarebbero salvate perchè l'auto non sarebbe caduta nel Sarno in piena. Dopo alcuni giorni di ricerca, come si ricorderà, venne trovata l'auto delle due con a bordo solo la figlia mentre la corrente dell'acqua aveva portato via la madre. Il suo corpo venne ritrovato in Sardegna. Secondo quanto accertato dall'autopsia, le due morirono quasi subito sia per la pressione dell'acqua che per il forte urto a seguito dell'incidente.