Sono giornate intense, quelle che sta vivendo il nuovo sindaco di Pompei. Martedì, Pietro Amitrano ha vissuto il passaggio di consegne con il commissario staordinario D'Alessandro, alla quale ha regalato un calendario storico del santuario mariano con un biglietto-dedica personalizzato. Domenica è previsto, si legge sul profilo social di Amitrano, il “grande abbraccio con la città”. Ma gli occhi di tutti, ovviamente, sono puntati sulla scelta dell'esecutivo che andrà a guidare la città nei prossimi cinque anni, al netto dei possibili rimpasti/cambi di fronte cui ci ha abituato la politica pompeiana nei tempi recenti.
Una pare essere la certezza: la sceltà di Amitrano sarà sostanzialmente priva da condizionamenti tesi ad accontentare le opposizioni: la vittoria maturata
al primo turno, con oltre il 60% delle preferenze, è tale da consegnare al primo cittadino un mandato forte che conterà di ben 12 consiglieri su 16, nella futura assise consiliare. Difficile che il fronte di Andreina Esposito, all'opposizione assieme a 3 consiglieri della sua coalizione, possa giocare un ruolo di rilievo nelle scelte di Amitrano.
Giornate complesse, dunque, che vedranno il primo cittadino dover mediare tra la necessità di tener conto dei risultati elettorali (premiando, ad esempio, profili non eletti della sua coalizione) e di creare in ogni caso un esecutivo professionale: la città ha disperato bisogno di ritrovare l'ordinarietà, di rispondere alle istanze dei cittadini, di sistemare le periferie, di sciogliere il nodo hub ferroviario; di tornare, in definitiva, a camminare.