Cronaca

Pompei - Gay Pride, la Diocesi rompe il silenzio: «La famiglia è una sola»

La Curia ha sottolineato: «Vengano rispettate le convinzioni dei credenti, anche attraverso determinate forme di manifestazione». La Uil favorevole al corteo: «Contro ogni forma di discriminazione».

di Davide Soccavo


Domani Pompei si tingerà dei colori dell'arcobaleno in occasione del Gay Pride. Ma alla vigilia della marcia a favore delle unioni civili e dei diritti gay, che avrà luogo nei pressi di Piazza Bartolo Longo a pochi passi dalla Basilica, la Diocesi di Pompei ha deciso di rompere il silenzio, affermando di essere in ogni caso contraria ad ogni forma di discriminazione e allo stesso modo intenzionata a sostenere e accogliere chiunque si senta discriminato. Tuttavia, ha teso a sottolineare che la famiglia del culto cattolico, ossia quella tra uomo e donna, è una sola e quindi invita coloro che prenderanno parte al corteo a rispettare le convinzioni dei credenti, anche attraverso determinate forme di manifestazioni, soprattutto se svolte in una città di preghiera quale Pompei.

Ciononostante, il Gay Pride ha ottenuto molte adesioni e la Uil ha voluto ribadire la propria posizione in merito alla lotta contro tutte le forme di discriminazione, affermando che l'autoaffermazione sessuale viene prima di ogni cosa. Da sempre, infatti, l'Uil sostiene i valo

ri dell’accoglienza e del rispetto delle diversità, in un’ottica di uguaglianza, anche secondo quanto dichiarato da Vera Buonomo. responsabile del coordinamento delle Pari opportunità e politiche di genere della Uil Campania. La marcia, che partirà intorno alle ore 15, proseguirà in direzione di Via Carlo Alberto, Via Roma e Via Plinio.

Non sono, però, mancate le critiche, soprattutto da parte dell'estrema destra in seguito alla decisione di concedere lo svolgimento della manifestazione di domani. La Lega, nonostante sia favorevole alla marcia gay, si sarebbe detta contraria alla scelta di sfilare a pochi passi dal Santuario. Alcuni rappresentanti della sinistra, invece, avrebbero aderito alla partecipazione del corteo. Ovviamente, verranno intensificate le misure di sicurezza per prevenire eventuali problemi di ordine pubblico. Insomma, da una parte una chiesa che apre le porte ai fedeli e ai "discriminati" e dall'altra una chiesa che ancora una volta le chiude a coloro che sostiene non rispettino la classica unione tra uomo e donna.


venerdì 29 giugno 2018 - 15:48 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



Gli ultimi articoli di Cronaca