Aveva 59 anni e al parco archeologico di Pompei, dove lavorava da anni, tutti ne parlano come un brav'uomo. F. C. - queste le iniziali del suo nome - si è suicidato nella notte di San Silvestro nella sua proprietà di via Paludicella, al confine tra Sant'Antonio Abate e Scafati, non lontano da Pompei, dove risiedeva con la famiglia.
La tragedia si è consumata dopo il brindisi per l'inizio dell'anno nuovo. I colleghi l'avevano visto sorridente quello stesso pomeriggio, i familiari aveva festeggiato con lui l'arrivo del 2019 appena pochi minuti prima dell'epilogo.
Dopo dopo la mezzanotte, infatti, il 59enne aveva scelto di
isolarsi, lontano da tutti, per compiere il gesto più estremo. Stando a quanto ipotizzano gli investigatori, si sarebbe puntato un fucile - regolarmente detenuto - al capo, prima di premere il grilletto e farla finita.
Persone vicine a lui parlano di una sindrome depressiva che andava avanti ormai da tempo. Una vuoto interiore che, forse, nemmeno l'affetto dei suoi cari aveva saputo colmare. Al momento da fonti investigative non emerge la presenza di biglietti d'addio. L'uomo lascia la moglie e due bambini piccoli. La comunità di Scafati, dove la famiglia è molto conosciuta, si è stretta attorno al dolore dei parenti.