«I soldi non ci sono, bisogna pazientare», una frase che è più di un semplice mantra dalle parti di Pompei. Nemmeno il denaro entrato nelle casse pubbliche di palazzo De Fusco - un paio di milioni di euro circa - grazie alla tanto discussa tassa di soggiorno e ticket bus, infatti, basterebbe per svolgere le attività di ordinaria amministrazione sul suolo pubblico mariano. Non parliamo certo di interventi multimilionari sulle disastrate strade cittadine, ma di banali interventi di manutenzione. E così in questi giorni a tappare le falle amministrative hanno pensato gli stessi contribuenti.
I tassisti pompeiani hanno raccolto soldi in una colletta per acquistare la pittura necessaria agli operai del Comune per dipingere le strisce gialle riservate ai veicoli di servizio all'esterno della stazione delle Ferrovie dello Stato, di quella della Circumvesuviana, della Basilica della Madonna di Pompei e agli ingressi del Parco Archeol
ogico. Tragicomico: praticamente, i residenti pagano le tasse per far fronte ai debiti contratti dalle amministrazioni precedenti, e qualora si presentassero problemi improrogabili, devono loro stessi ricorrere al volontariato fisico ed economico per farvi fronte.
Ed ecco che in questo modo, ad esempio, le donne in via Nolana si armano di 'olio di gomito' e spazzano la strada fuori le loro case per combattere lo stato di degrado del territorio, gli inquilini di Parco Maria organizzano delle vere e proprie ronde private per incrementare la sicurezza dopo i furti in appartamento delle ultime settimane, poiché nelle ore serali e nei giorni festivi mancano ancora i vigili urbani. Cittadinanza attiva, verrebbe da dire, ben oltre i propri doveri, solo per tenere botta in una città - a loro stesso dire - abbandonata sempre più a se stessa da un'amministrazione che stenta a garantire i servizi minimi. E per il momento i pompeiani rispondono presente.