Un pacco di riso che mostra la data del 2 dicembre 2018 alla voce «consumarsi preferibilmente entro». Sta facendo discutere in queste ore il caso riguardante le condizioni degli alimenti distribuiti a Pompei nei pacchi di sostegno alle famiglie indigenti.
È bene sottolineare come la dicitura non sia sinonimo di «scadenza», ma indichi piuttosto il limite temporale entro il quale consumare la pietanza per assaporarla al massimo delle sue proprietà nutritive e gustative. Insomma, un limite sommario ma comunque valido per comprendere la qualità del cibo che si andrà a mangiare.
Non proprio il massimo per le circa 200 famiglie pompeiane che ad oggi beneficiano del supporto alimentare. E tra gli stessi cittadini non sono mancate le reazioni indignate: «Chiediamo che il Comun
e controlli i pacchi - spiegano -, non è possibile che ai più bisognosi debbano essere destinati gli scarti».
Scadenza o meno, è chiaro comunque il valore arbitrario che ognuno potrebbe assegnare alla bontà dell'alimento, specie a due mesi dalla data indicata, potrebbe rappresentare un pesante fattore di incertezza (e pericolo?) per le famiglie. La richiesta di un controllo più rigoroso e certificato da parte dell'Ente, in questo senso, appare perfettamente giustificata da parte dei consumatori.
«Non è solo il riso - fa sapere preoccupata una mamma - anche merendine e biscotti spesso vengono consegnati così. Ci hanno dato anche della pasta che è stata tolta dal commercio. Invece di riservare il buono a chi ne ha bisogno, ci fanno avere gli scarti...».