Il casello dismesso di via Stabiana e le prostitute che lo “preferiscono” per appartarsi con i loro clienti, lontano da occhi indiscreti. Un rifugio quasi perfetto per consumare pochi attimi di amore prezzolato, soprattutto se si considera che alle spalle della struttura, di proprietà delle Ferrovie dello Stato, c’è una vegetazione incolta che funge da “ottimo riparo”. Ed è proprio in quella specie di bosco, tra rifiuti, ratti vivi e morti e una ricca varietà di insetti, che si consumano rapporto sessuali a pagamento. Tutto alla luce del sole, a pochissime centinaia di metri dalle abitazioni. “E’ una vergogna! Assistiamo – spiega un cittadino – ad un viavai quotidiano di motorini e macchine. Sono clienti che aspettano che la prostituta di turno si avvii dietro al casello, nello schifo più totale, per poi raggiungerla. Il tutto
avviene in pieno giorno, sotto gli occhi di noi residenti che a volte ci ritroviamo anche le macchine di questi signori parcheggiate nelle nostre strade private. Il casello è inutilizzato da anni e anni. Funge solo da deposito per gli attrezzi da manutenzione delle Ferrovie dello Stato. Basterebbe tenere più ordinata la zona circostante – conclude l’uomo – e determinate frequentazioni verrebbero certamente scoraggiate”. Alle parole dell’uomo si sommano quelle di un’altra residente. “Prostitute adulte ma anche giovanissime. Le vediamo di tutte le età. Adescano i loro clienti e poi li portano qui giù. Ci vorrebbero più controlli delle forze dell’ordine, soprattutto nel primo pomeriggio – commenta la donna aggiungendo – noi residenti siamo seccati da questa situazione che denunciamo da tempo ma per la quale non cambia nulla”.