Casa di riposo 'Carmine Borrelli', la gara di solidarietà dei pompeiani per salvare i nonnini sfrattati al momento rimane nel campo astratto delle proposte. Ad oggi, infatti, non è ancora partita alcuna iniziativa concreta malgrado la buona volontà di cittadini e classe dirigenti per ricollocare gli ospiti.
Le analisi dei motivi che avrebbero portato al dissesto finanziario della società comunale in liquidazione Aspide del resto non si contano, e anche lo stesso Pietro Amitrano ha più volte dichiarato che la delibera consiliare relativa alla chiusura punta comunque a salvaguardare lo scopo del lascito ereditario, vale a dire la salvaguardia degli stessi anziani.
Le proposte sono attualmente diverse: si spazia dall'affidamento in appalto per la gestione del servizio, alla redazione di un piano pluriennale di rientro del debito complessivo di Aspide (circa un milione di euro). E' stato formato anche un gruppo WhatsApp che ha proposto l
a creazione di una società che rileverebbe la gestione della casa di riposo accollandosi il debito.
Intanto, per sabato prossimo è stata annunciata la visita della senatrice pompeiana Virginia La Mura agli anziani dell'ospizio, nella quale probabilmente ribadirà la sua posizione di chiarezza dei conti e tutela di ospiti e dipendenti pubblicizzata sui social e riferita allo stesso sindaco nei giorni scorsi.
Insomma le dichiarazioni di buone intenzioni sono tante, ora bisogna però incanalarle su percorsi concreti fissando precise priorità. Se al primo posto c'è ovviamente la salvaguardia dei 32 nonnini, appena dietro - più materialmente - si dovrà badare alle iniziative da intraprendere con altri beni immobiliari. Si tratta dei 16 stabili lasciati dalla D'Arienzo per 'produrre reddito' a favore del mantenimento degli anziani e che troppo spesso in passato sono stati destinati ad altro uso.