E' andato in scena ieri a palazzo De Fusco l'incontro tra i sindacati dei dipendenti e i rappresentanti dell'ente comunale per il caso vigili urbani, ma i risultato parlano di un nuovo nulla di fatto. Dopo le anticipazioni degli scorsi giorni, in municipio si è assistito all'ormai consueto remake del muro contro muro manifestato a più riprese dalle parti. Le sigle sindacali di Cgil, Cisl e Uil hanno infatti abbandonato le trattative a causa di presunte inadempienze della delegazione trattante, non ultima la mancata revoca del segretario generale alla presidenza.
«I responsabili territoriali delle organizzazioni sindacali - si legge nel comunicato diffuso in queste ore a firma dei segretari Antonio Fascia, Vincenzo Pagano e Mario Russo a commento del summit - si sono presentati per il solo rispetto delle istituzioni. Pur consapevoli della grave situazione economica dei dipendenti, che dal 2016 non percepiscono le indennità prevista dal contratto nazionale dei lavoratori, hanno dovuto loro malgrado abbandonare il tavolo».
A non convincere i sindacalisti, anche la scelta di non convoc
are un incontro preventivo con i revisori dei Conti per valutare e meglio comprendere la situazione relativa alla ricostituzione del fondo ausiliari, su cui gli stessi periti tecnici avevano espresso parere negativo in passato. Problematiche, queste, che «avranno ulteriore riflessi negativi sulla già grave condizione economica dei lavoratori e sulla gestione già precaria dei servizi alla città».
La nota diffusa al termine dell'ennesimo buco nell'acqua punta infine anche a mettere in evidenza «l'atteggiamento antisindacale della parte pubblica, in quanto la stessa si è preposta di sottoscrivere un accordo a posteriori degli anni precedenti privo di certificazione dei revisori, lasciando invece in un cassetto la proposta di un nuovo contratto decentrato integrativo presentato dalle organizzazioni sindacali a ottobre». Le stesse Cgil, Cisl e Uil, naturalmente, hanno fatto sapere che respingeranno sempre la proposta di certificare quanto già posto in essere «con il risultato di ridurre ulteriormente i servizi alla città». Il braccio di ferro prosegue.