Il grande bluff di Amitrano è servito. Il primo cittadino ha messo una 'pezza' - almeno a strettissimo giro - sul caso vigili urbani, strappando al tavolo del Prefetto un accordo a cui molto difficilmente potrà tenere fede. Proprio ieri, infatti, il summit partenopeo tra il sindaco e i vertici della pubblica sicurezza provinciale aveva partorito la decisione-toppa: i caschi bianchi sarebbero scesi nuovamente in strada dalle 7,30 alle 23 (con mezz'ora di spacco nel pomeriggio) nel prossimo mese, nel frattempo l'amministrazione si sarebbe impegnata a garantire la cosiddetta 'indennità di disagio', pagando quindi i turni dopo le 14. Salvi, dunque, i pellegrinaggi di domani e del 7 ottobre. Peccato che - almeno stando a quanto affermano i rappresentanti di categoria - Amitrano si sia impegnato in promesse che non potranno essere mantenute.
«Siamo arrivati al limite della presa in giro - ci ha spiegato con amarezza il rappresentante locale della Cgil Antonio Fascia -. Il sindaco ha garantito praticamente ciò che stiamo chiedendo da mesi, ma dimentica che proprio quei fondi per le indennità non ci sono
più. I vigili devono rispettare l'ordinanza, saranno costretti a lavorare secondo gli orari stabiliti, ma a fine mese cosa succederà al momento dei bonifici? Da dove saranno prese le risorse? Non siamo un privato, non possiamo essere pagati con un debito fuori bilancio».
Una domanda più che lecita, che ben rappresenta lo stato attuale degli agenti della Municipale. Al comando di piazza Schettini la tensione si taglia a fette, con gli agenti pronti a farsi sentire per evitare il danno oltre la beffa. È prevista infatti domani mattina in Municipio una riunione fra il corpo della polizia locale e i rispettivi sindacati. Nel corso del summit le parti concorderanno come prendere posizione in maniera forte nei confronti di quello che - ci hanno spiegato alcuni ufficiali - viene visto come un "palese sopruso" da parte dell'Ente. Amitrano, nel frattempo, ha preferito non rilasciare ulteriori commenti e si è chiuso sull'Aventino. L'obiettivo primario, in ogni caso, è stato centrato: prendere tempo e garantire i servizi minimi a breve termine. La nottata, però, è ancora ben lontana dall'essere passata.