L'ombra della criminalità organizzata torna ad allungarsi su Pompei, dove la piaga dell'omertà si riscopre drammaticamente concreta. La deflagrazione di una grossa bomba carta, nella notte tra domenica e lunedì, è bastata a distruggere il portone di un palazzo sito in via Aldo Moro, ma evidentemente non a scuotere le coscienze dei residenti. Nessuno, infatti, ha allertato le forze dell'ordine fino alla mattina seguente, quando un netturbino ha notato i danni che l'esplosione aveva causato ai bidoni dell'immondizia e all'entrata dello stabile.
Sul posto sono quindi intervenuti i carabinieri della stazione di via Lepanto, coordinati dalla compagnia di Torre Annunziata, per effettuare i primi rilevamenti del caso. Praticamente nessuna testimonianza da quanti a quell'ora si trovavano in casa, a due passi dal luog
o colpito. Secondo le prime ipotesi investigative, l'avvertimento sarebbe indirizzato a un noto pregiudicato, residente proprio nel palazzo il cui portone è stato danneggiato dalla fragorosa esplosione. Ascoltato, anche l'uomo avrebbe negato qualsiasi minaccia a suo carico negli ultimi tempi.
Resta il giallo su un caso che, senza la segnalazione dell'operatore ecologico, non sarebbe probabilmente mai giunto all'attenzione delle forze dell'ordine. Gli uomini dell'Arma, peraltro, non potranno nemmeno avvalersi del supporto visivo di qualche filmato, dal momento che la zona in questione risulta sprovvista di telecamere esterne di sicurezza. In queste ore sono ancora in corso i rilievi della Scientifica, che dovranno determinare la natura dell'ordigno per risalire almeno ai materiali utilizzare per la sua fabbricazione.