«Non esiste nessun Governo Ombra, alternativo ed opposto a quello eletto e legittimo del Sindaco Amitrano». Attilio Adami nega con fermezza le voci che lo vorrebbero tra i componenti di una presunta organizzazione politica che rema contro alle spalle del nuovo primo cittadino della città mariana «Smentisco formalmente qualsiasi relazione contatto o appartenenza - spiega Adami -, specificando altresì la mia totale estraneità e partecipazione ad un progetto al quale non è mia intenzione né interesse partecipare. Aggiungo che dal mio punto di vista e in base alla mia cultura politica i Governi Ombra della storia e del passato erano formati da componenti politiche di alto spessore, da figure amministrative di enorme rilevanza, capeggiati da persone di alto livello morale. In questo caso ad eccezione di qualche nome citato non vedo e non riscontro nelle altre componenti lo stesso eventuale livello e le stesse rilevanti figure di elevato spessore. La contrapposizione amministrativa e la opposizione politica, seppur dura critica ma costruttiva l’abbiamo sempre fatta anche fuori dal consesso civico comunale e continueremo a farla in rappresentanza di quella fetta di popolazione che ormai consolidatamente ci sostiene senza bisogno di essere o appartenere ad organi fittizi priva di evidenza popolare. Dopo l’esperienza elettorale a sostegno della candidata a Sindaco Andreina Esposito, all’interno di una lista civica di Centro, è mia ferma intenzione chiudere definitivamente questa esperienza, ringraziando tutti gli attori che mi hanno accolto. Il Senatore Langella, i coordinatori, i miei colleghi candidati i presentatori e tutti i partecipanti attivi, che hanno contribuito alla formazione e alla creazione di questo movimento dal quale politicamente a partire da oggi non ne faccio più parte. Si riparte da dove va il cuore e non la testa, ossia dal Partito Democratico. Nella fat
tispecie da quella corrente di governo riformista e futurista alla quale dedicherò di nuovo tutti i miei sforzi sempre e comunque finalizzati all’interesse della collettività e soprattutto del territorio. Infine mi permetto una doverosa analisi del risultato elettorale di queste votazioni amministrative pompeiane. Così chiaro e netto con numeri e percentuali esplicite e manifeste. Una vittoria così schiacciante e bulgara della quale è facile e deducibile pensare che vi siano stati accordi e patti pre-elettorali per la spartizione equa e tattica del potere e delle risorse che in poco più di tre anni giungeranno nella città mariana, circa 62 milioni di euro che da soli rappresentano un magico catalizzatore di forze e correnti politiche, fino ad un mese fa acerrime nemiche e che hanno trasversalmente trovato la quadra su un programma e su un Sindaco, sui quali erano magicamente tutti d’accordo. Il dato politico percentuale delle liste pari a circa il 66%, superiore anche al dato del Sindaco, non lascia dubbi sul fatto che lo stesso resterà strumento in mano ai partiti ed alle liste che lo sostengono. Una Città che non era pronta al cambiamento, un terzo polo che non è mai esistito, un secondo polo svuotato e scaricato negli ultimi giorni del voto da quelle famiglie ataviche pompeiane che così facendo decidono del futuro dei loro e dei nostri figli. Imprenditori e industriali pompeiani che attraverso un ragionamento economico e manageriale hanno optato di indirizzare i loro futuri investimenti verso mani più esperte e collaudate. È facile prevedere che al primo vero scoglio amministrativo o alla prima divergenza di interessi questa compagine di governo, apparentemente solida e coesa, imploderà su se stessa e si sgretolerà con la stessa magica facilità con la quale si è unita in qualità di cartello elettorale».