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Plastica usa e getta : solo 20 aziende responsabili di metà dei rifiuti mondiali

A muovere l’accusa è il nuovo rapporto Plastic Waste Makers, redatto dai ricercatori della Minderoo Foundation, fondazione filantropica australiana.

di Lorenzo Di Martino


   Immagine di repertorio non associata alla notizia

A muovere l’accusa è il nuovo rapporto Plastic Waste Makers, redatto dai ricercatori della Minderoo Foundation, fondazione filantropica australiana.

La ricerca si riferisce a dati del 2019, nel quale 130 milioni di tonnellate metriche di plastica monouso sono diventate rifiuti in tutto il mondo, il 25% delle quali incenerito , il 31% finito in discariche e almeno 19% disperso in ambiente, e gli esperti prevedono che, nonostante divieti e leggi per frenare gli usa e getta come quelle entrate in vigore nel 2021 in Europa, nei prossimi 3 decenni la plastica rappresenterà fino al 10% delle emissioni di gas serra.

Queste categorie di rifiuti infatti sono difficili da riciclare (mediamente il 15%) e se mal gestite, quando vengono disperse nell’ambiente diventano dannose per la salute di flora e fauna.

I soliti noti

Il rapporto punta il dito in particolare contro le aziende che producono o utilizzano polimeri destinati a diventare oggetti usa e getta, dai sacchetti alle bottiglie, bicchieri, posate monouso ecc, tra le quali cui ai primi posti troviamo ExxonMobil, Sinopec, Dow e diverse altre aziende connesse con la chimica e il petrolio. Fra i Paesi più impattanti per la plastica monouso Cina, Stati Uniti, India, Australia, Corea del Sud e Gran Bretagna, con l’Italia al nono posto della classifica.

Sul versante delle società produttrici di rifiuti plastici, le 11 in testa alla lista hanno invece sede in Asia, quattro in Europa, tre in Nord America, una in Sud America e una in Medio Oriente.

Lo scenario peggiore

Scrivono i relatori della ricerca "[...] gran parte dei rifiuti di plastica monouso finirà come inquinamento nei Paesi in via di sviluppo con sistemi di gestione dei rifiuti scadenti" affermando la necessità di una nuova legislazione e trasparenza relativa alle aziende produttrici di plastica.

Si legge nella prefazione di Al Gore, ambientalista ed ex vicepres

idente degli Stati Uniti. “Poiché la maggior parte della plastica è prodotta da petrolio e gas, la produzione e il consumo di plastica stanno diventando un fattore trainante significativo della crisi climatica, producendo già emissioni di gas serra sulla stessa scala di un grande Paese"

Il peso di ognuno

Una parte attiva in questo scacchiere sono i consumatori i quali, tramite le loro decisioni d’acquisto possono e stanno già influenzando le politiche produttive di diverse aziende verso la green economy.

Da un sondaggio svolto dal gruppo Enel Green Power emerge infatti che sempre più consumatori hanno a cuore il tema della sostenibilità, difatti il mercato registra uno spostamento delle preferenze di acquisto a favore di aziende sostenibili e questo trend potrebbe influenzare positivamente il processo di sostenibilità già avviato da molte imprese.

Secondo il sondaggio due americani su tre sarebbero disposti a mettere in atto scelte di vita green, dando priorità a prodotti e servizi offerti da aziende sostenibili che appoggiano attivamente delle cause ambientaliste. Inoltre, circa la metà degli americani affermano di essere disposti a pagare di più per un prodotto sostenibile e fra questi, la metà lo pagherebbe dal 3 al 5 per cento in più.

“Ogni azienda, dalle grandi corporation globali alle piccole imprese, può giocare un ruolo fondamentale sul tema della sostenibilità, mentre i consumatori sono parte attiva in questo scacchiere tramite le loro decisioni d’acquisto Siamo orgogliosi di collaborare con le aziende che saggiamente scelgono di operare per il bene del nostro pianeta, migliorando la sostenibilità del loro business e allo stesso tempo, incoraggiando i propri clienti a sfruttare il loro potere d’acquisto per sostenere questo cambiamento.” – Georgios Papadimitriou, Capo della Enel Green Power North America.


lunedì 24 maggio 2021 - 20:44 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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