Le elezioni Europee di domenica scorsa hanno riacceso le scintille all’interno della maggioranza guidata dal sindaco Michele Palummo. Quella che emerge dal voto è una squadra di governo cittadino divisa in due assi, sempre più eterogenei e politicamente distanti tra loro. Da un lato, c’è la corrente che fa capo al sindaco Palummo, al vicesindaco Gennaro Somma e all’assessore Luciano Imparato: si tratta dell’area di Forza Italia, confermatosi primo partito alle Europee con il 31,4% dei voti.
Ma a contrastare l’ala moderata, ci sono i nuovi sovranisti. Ad intestarsi il successo di Fratelli d’Italia (attestatosi al 20,3% e secondo partito pimontese) è stato infatti il consigliere Baldassarre Durazzo, coordinatore cittadino del partito di Giorgia Meloni. E, visti i dati, non è escluso che un sostegno a Fdi possa essere arrivato anche da altri componenti dell’amministrazione e, perché no, della stessa giunta. E così, visto che il centrosinistra continua a dormire beato (senza più una sede, i democrat hanno racimolato soltanto 261 voti, fi
nendo quarti anche alle spalle del Movimento 5 Stelle) non è escluso che l’opposizione alla squadra di Palummo possa nascere dal suo stesso interno. In vista dell’ancora lontano appuntamento per le Comunali (quando Palummo non potrà ricandidarsi visti i suoi due mandati consecutivi), si profilano così due schieramenti diversi. Da un lato, l’area Somma – Imparato, dall’altro quella che fa riferimento a Durazzo, a cui potrebbe aggiungersi anche l’assessore alle Politiche Sociali Anna Ospizio, che già in passato ha mostrato di non avere più lo stesso feeling di cinque anni fa con il resto della giunta. E in questo quadro, che conferma una forte presenza del centrodestra nel quadro politico pimontese, chi deve darsi una mossa è il centrosinistra, o comunque le civiche che non condividono il modus operandi del gruppo di Pimonte Libera. A tal proposito, potrebbero esserci delle novità a breve, soprattutto nel campo delle civiche. Insomma, le Europee a Pimonte sono state una sorta di referendum sull’amministrazione Palummo. E il risultato è quello di una spaccatura formale nelle urne.