Nessuno muore se vive nel cuore di chi resta, è una frase che spesso si usa per commemorare una persona che purtroppo non c’è più. Così è stato a Pimonte, paese ancora scosso per la prematura morte della piccola Sara Chierchia, di 10 anni, strappata dall’affetto dei suoi familiari da una brutta malattia. Tifosissima del Napoli, la bambina seguiva sempre le partite della sua squadra del cuore, passione tramandata dallo zio Antonio, che segue spesso la squadra in casa e in trasferta, e da nonno Giuseppe e zio Alfonso, storici esponenti del Club Napoli Pimonte. Troppo dolore nel paese per quella piccola bara bianca adornata da una sottile sciarpa azzurra e per ravvivarne il ricordo i familiari (tra cui zii, cugini e l’immancabile fratellino Carmine) ed alcuni amici di famiglia, hanno esposto 2 striscioni - di circa 18 metri ciascuno - in occasione della partita contro il Torino. Non è stato per niente facile portare ed esporre all&r
squo;interno dello stadio, in curva B, lo striscione a lei dedicato, nonostante la piena disponibilità di alcuni esponenti dei gruppi organizzati: la “burocrazia”, infatti, avrebbe dovuto fare il suo corso imponendo fax, permessi e autorizzazioni di ogni genere. Ma la zelante professionalità degli operatori addetti al controllo ingressi, che avevano fatto perdere le speranze ai ragazzi pimontesi di poter vedere la loro Sara nel cuore della Curva, è stata sostituita dalla grande umanità di un dirigente della Digos che, garantendo personalmente, ha dato il via libera ai ragazzi. Detto Fatto: … MA IL TUO SORRISO RESTA. CIAO SARA, PICCOLA STELLA è la frase che è stata scritta in onore di una bambina, di una tifosa, di una piccola stella. E l’applauso a scena aperta del San Paolo è stata una dimostrazione di grande affetto e vicinanza. Ciao Sara, buon viaggio, Pimonte e il tuo caro Napoli ti hanno salutata a modo loro.