Si terrà domenica pomeriggio (17 maggio) allo stadio San Michele di Pimonte il memorial Paolo De Angelis, un torneo di calcio giovanile dedicato alla memoria del 43 enne di Gragnano, morto dopo aver partecipato come portatore alla processione della Madonna del Carmine nel 2024. L’evento vedrà la partecipazione di quattro squadre di allievi 2015 e 2016: Savoia, Pimonte 1970, Boys Antoniana e la scuola calcio gragnanese MS8. Ad organizzarlo sono stati Aniello Passero e Ciro Iovino, amici di Paolo e portatori a loro volta della statua della Madonna, con il patrocinio del Comune di Pimonte. “Quella del 2024 è stata una tragedia che lascia ancora i segni – affermano – Il “gigante buono” (così era conosciuto Paolo De Angelis da tutti i suoi amici) era disponibile con tutti, attivissimo nel sociale, sempre pronto ad aiutare chi ne aveva bisogno. Insieme organizzammo anche una serata di beneficenza per i bambini ricoverati all’ospedale Pausillipon di Napoli. Siamo cresciuti con lui e ci è sembrato giusto onorare la sua memoria con questo torneo di calcio riservato ai giovanissimi”. Gli organizzatori ringraziano il Pimonte 1970, il sindaco Francesco Somma e l’amministrazione comunale per la
disponibilità. “Un ringraziamento particolare va anche a Giuliano Apuzzo (capitano del Pimonte) e a mister Pietro Apuzzo per essersi impegnati fattivamente nell’organizzazione di questo evento. Un grazie va anche alla mamma di Paolo, Anna, alla moglie Maria e alle sorelle Rosa e Anna che saranno con noi domenica pomeriggio a Pimonte”. La tragedia che sconvolse una città intera si consumò la notte del 21 luglio 2024. De Angelis fu colpito da un malore improvviso che non gli lasciò scampo. Era uno dei portatori della statua della Madonna del Carmine. E così come da tradizione, l’aveva portata in spalla insieme agli altri, poco prima della tragedia, per la seconda processione della patrona dei pastai. Tutto normale perfino al rientro in chiesa, tra applausi e fuochi d’artificio. Pochi minuti dopo, mentre si trovava al bar con gli amici, il malore che lo ha portato via ai suoi cari e a tutte le persone che gli volevano bene. “Il suo volto per la città di Gragnano è, e resterà, quello di un uomo buono – concludono Aniello e Ciro - dell’instancabile e sorridente portatore della Beata Vergine pronto a farsi in quatro per aiutare chi si trovava in difficoltà”.