Tra la notte di sabato 30 e domenica 31 ottobre, alle 3 del mattino, le lancette degli orologi si dovranno spostare indietro di un’ora. Gli italiani guadagneranno un’ora di sonno ma fino al 27 marzo 2022, giorno in cui ritornerà l’ora legale, si perderà un’ora di luce solare. Le giornate si accorciano e farà buio prima. Come ogni anno al cambio dell’ora si sono sollevate delle polemiche ma spostare due volte l’anno le lancette dà la possibilità agli italiani di risparmiare in bolletta, cosa più che positiva visti i recenti rincari, ed evita maggiori emissioni di Co2 nell’ambiente. Secondo i dati rilasciati da Terna, la società che gestisce la rete di trasmissione nazionale dell’elettricità, dal 2004 al 2021, l’Italia grazie al cambio dell’ora ha risparmiato ben 10,5 miliardi di kWh equivalenti a 1,8 miliardi di euro. Sulla questione le polemiche si sono accese dall’aprile 2021, quando l’Unione Europea ha deciso che riguardo l’ora solare e legale ogni paese avrebbe potuto decidere per sé. La decisione fu presa anche considerando il caso dei paesi nordici dove la luce del sole si scandisce diversamente. In molti vogliono l’abolizione di questa pratica ma al momento l’Italia non si è espressa per via dei risparmi economici e i benefici ambientali.
L'Italia avrà preso questa decisione anche considerando il fatto che è uno dei 193 paesi dell'ONU che nel 2015 ha sottoscritto l’adesione all'Ag
enda 2030, un programma con 17 obiettivi per migliorare l'ambiente e evitare gli sprechi di risorse e cibo. Nello specifico l'obiettivo 7 e l'obiettivo 12 si occupano di tutelare l'energia ed evitare gli sprechi. Molti dei nostri gesti quotidiani che troppo spesso diamo per scontati avvengono grazie all'energia. Per questo non sprecarla diventa essenziale al giorno d'oggi. L'energia è più importante di quanto quotidianamente si è abituati a pensare. L'elettricità è un elemento centrale per quasi tutte le sfide e le opportunità più importanti che il mondo si trova oggi ad affrontare. L'accesso all'energia è essenziale per il lavoro che permette il sostentamento, la sicurezza, il cambiamento climatico, la produzione alimentare e la sanità pubblica. Consumare energia richiede risorse, lavoro e finanziamenti. Dietro al famoso kWh, che fa battere il cuore all'apertura di ogni bolletta, c'è una montagna composta da soldi, impegno politico e sociale ma soprattutto c'è l'utilizzo di risorse ambientali. Basta immaginare la sanità pubblica senza elettricità o le reti autostradali per farsi un'idea della sua importanza. Un esempio lampante è l'Africa centrale che ha un consumo di energia quasi nullo ma è uno dei posti con maggiori difficoltà economiche e sociali. Purtroppo il resto della popolazione mondiale consuma più risorse di quelle che gli ecosistemi sono in grado di fornire. Alla luce di questi dati risparmiare anche un solo kWh è un gesto fondamentale.