A circa dieci giorni dalla partenza per il ritiro di Dimaro in casa Napoli sono molti gli interrogativi per la prossima stagione. La grana Higuain è soltanto al punta dell’iceberg di una serie di situazioni da definire quanto prima per consegnare a Sarri la rosa che l’anno prossimo vedrà gli azzurri competere anche in Champions, ora in campionato con un ruolo possibilmente da protagonista come nella passata stagione. Di seguito i tre punti chiave che indirizzeranno il mercato azzurro.
Rinnovi: questione da non sottovalutare quella dei rinnovi. Con diversi giocatori in scadenza il club deve cautelarsi. Ancora in alto mare i rinnovi degli spagnoli Albiol e Callejon, da valutare anche la posizione di Mertens. Filtra comunque un certo ottimismo.
Cessioni: lunga la lista dei giocatori destinati a lasciare Napoli. A partire da Rafael, ai margini della rosa dopo il disastroso campionato fatto con Benitez, per arrivare fino a Maggio che sarebbe ancora più chiuso con il probabile arrivo di un altro terzino. Poi c’è lo scontento Valdifiori, non più così cer
to di restare alla luce dello scarso minutaggio concessogli da Sarri. Da considerare anche i malumori di Strinic, che dopo l’europeo da titolare con la Croazia richiede più spazio. Da piazzare anche Zuniga e De Guzman di rientro dai rispettivi prestiti.
Higuain: il caso Higuain è, come detto, quello più spinoso da risolvere. Il fratello-procuratore è uscito allo scoperto manifestando la volontà di non voler rinnovare il contratto in scadenza tra due anni perché poco convinto del progetto tecnico del Napoli. Sarebbe opportuno a breve una replica del Pipita in persona che faccia luce sulla faccenda. Dal canto suo De Laurentiis ha poco da dire, se non rispondere con acquisti che facciano elevare il tasso tecnico della squadra permettendo a Sarri di disporre di una rosa altamente competitiva per lottare su tutti i fronti; oltre che far ricredere l’entourage del Pipita sulle ambizioni azzurre. Difficile pensare ad una partenza immediata dell’argentino, ma rischiare di perderlo a parametro zero tra due anni non è una buona prospettiva per le casse azzurre.