Il cuore malato del piccolo Domenico è stato espiantato prima dell'arrivo del cuore prelevato a Bolzano, precisamente alle 14,18 mentre il via libera dell'arrivo dell' organo è giunto solo alle 14,22.
A cui se ne devono aggiungere almeno altri 10 stimati nel tempo impiegato dall'equipe per arrivare in sala operatoria.
Emerge dalle testimonze rese dai sanitari ascoltati dalla Procura di Napoli che indagano sul trapianto di cuore fallito che ha poi determinato il decesso del piccolo Domenico. Dalle testimonianze emergerebbero anche momenti di forte tensione, il 10 febbraio scorso, nel corso di una riunione a cui ha partecipato anche il cardiochirurgo Guido Oppido, che ha impiantato il cuore danneggiato. Al centro della disputa la tempistica dell'espianto del cuore relativamente all'arrivo dell'organo prelevato a Bolzano. Si sarebbe trattato di una riunione particolarmente accesa durante la quale Oppido ha anche sferrato un calcio a un termosifone.
"Provammo a scongelare il cuore con acqua fredda, poi tiepida, infine calda". Agli atti degli inquirenti
che indagano sulla morte di Domenico, il bimbo deceduto al Monaldi dopo il trapianto di un cuore danneggiato, come riporta la Repubblica, la testimonianza raccolta dai pm di tre infermieri presenti in sala operatoria all'arrivo del cuore da Bolzano.
Il cestello venne estratto, dentro c'era il cuore trasformato in un pezzo di ghiaccio. Di qui i tentativi disperati degli operatori sanitari. Poi la decisione del cardiochirurgo Guido Oppido, per lui inevitabile, "per assenza di alternative" di trapiantare comunque il cuore a Domenico che sarebbe morto due mesi dopo. Le testimonianze dei tre infermieri aprono un altro squarcio sulle drammatiche fasi di quel pomeriggio del 23 dicembre scorso. Al Monaldi, come scrive Il Mattino, quando ci si accorse che il cuore donato era congelato "provammo - racconta un infermiere - a far abbassare la temperatura dell'organo, prima con acqua tiepida, infine con acqua calda. Ma non servì a nulla. Il cuore era una pietra di ghaiccio". Le dichiarazioni di tre infermieri sono state depositate agli atti dell'inchiesta della Procura di Napoli.