Il progetto Napoli va avanti anno dopo anno, e nel corso dell’era De Laurentiis i trofei han ripreso a prendere la strada del capoluogo partenopeo. La Coppa Italia vinta nel 2012 in maniera schiacciante contro la Juventus mette fine ad un lunghissimo periodo d’astinenza che durava addirittura dal secondo Scudetto conquistato con Diego Armando Maradona ben 22 anni prima. Capitan Paolo Cannavaro passa poi il testimone (e la fascia) a Marek Hamsik, e tocca al fuoriclasse di Banska Bystrica alzare nuovamente il trofeo tricolore soltanto 2 anni più tardi con la Fiorentina costretta a capitolare sotto i colpi degli attaccanti tascabili Insigne e Mertens. Ma non è tutto, perché i partenopei trionfano nuovamente nel dicembre 2014 in una Supercoppa ineditamente disputata a dicembre nell’esotica Doha superando ai calci di rigore la Juventus. Koulibaly supera Buffon, mentre Rafael respinge la conclusione di Padoin con il Napoli che alza dopo 24 anni un trofeo che i partenopei avrebbero già meritato ad agosto 2012 in quel di Pechino. È l’esordio degli arbitri di porta in una gara ufficiale, ma gli orrori si susseguono a ripetizione con la squadra guidata allora da Mazzarri lasciata addirittura in 9 per i discutibilissimi rossi sventolati a Pandev e Zuniga. Il Napoli è perciò costretto ad una strenua resistenza, ma il muro eretto davanti a De Sanctis viene abbattuto ai supplementari con gli azzurri che disertano la premiazione in segno di protesta per i palesi torti subiti.
Manca soltanto il trofeo più importante, e l’avvento di Maurizio Sarri con il suo gioco verticale e spumeggiante ha ridotto sempre più il gap dalle prime della classe. Nella scorsa stagione il Napoli è stato Campione d’Inverno, guardando tutti dall’alto in basso fino allo scontro diretto dello Juventus Stadium deciso da una sfortunata deviazione di Albiol su tiro di Zaza a pochi minuti dal triplice fischio finale. Discorso diverso per l’annata appena conclusa, dove la Champions League ha tolto qualche energia nervosa, con qualche passo falso interno di troppo a costringere il Napoli al play-off per entrare nella fase ai gironi
della massima competizione europea per club. Un terzo posto che ancora brucia, con la Roma che mantiene un punto di vantaggio nonostante gli azzurri abbiano dominato lo scontro diretto dell’Olimpico.
Dopo aver conquistato la medaglia d’argento e quella di bronzo, è giunto il momento di compiere quello step in più issandosi sul tetto d’Italia sbaragliando una nutrita concorrenza che quest’anno vedrà anche Milan e Inter ai nastri di partenza con organici ed ambizioni rinnovate.
Vincere aiuta a vincere, ed è per questo che il Napoli si affida a chi conosce bene cosa voglia dire non avere il braccino quando il gioco si fa duro ed i punti iniziano a diventare realmente pesanti. Si parte da Rog, che nonostante la tenerissima età ha già festeggiato un titolo croato con la maglia della Dinamo Zagabria. Quindi Vlad Chiriches, meglio conosciuto come il “Conte Vlad”, che in patria ha trionfato con i colori gloriosi della Steaua Bucarest. E se Allan può vantare un mondiale Under 20 vinto con la Nazionale verdeoro, la truppa spagnola risulta essere quella con più titoli pesanti al proprio attivo. L’insostituibile Callejon è stato campione di Spagna con il miglior club del ventesimo secolo: quel Real Madrid che continua a dettare legge anche nel ventunesimo con 2 Champions League vinte negli ultimi 2 anni. C’è poi Pepe Reina, leader carismatico in campo e nello spogliatoio: 1 titolo di Germania vinto con il Bayern Monaco, e poi 2 Campionati Europei ed 1 Mondiale vinto con la Nazionale Spagnola. Ma il palmares più corposo è quello del difensore Raul Albiol, calciatore azzurro più vincente con ben 6 titoli conquistati lungo la propria carriera. 2 titoli nazionali vinti nella propria terra con 2 maglie diverse, ovvero quelle di Real Madrid e Valencia. Con quest’ultima si aggiudica anche la Supercoppa Europea, mentre insieme a Reina ha alzato al cielo 2 Europei ed 1 Mondiale con la “Roja”. Titoli e successi al servizio di una squadra giovane, con grinta e determinazione per riportare lo Scudetto in una città che da sempre vive di calcio.