Cronaca

Monte Faito, l'emergenza incendi non si placa. Le fiamme si estendono sul versante stabiese, paura per i centri abitati

Si attende che il Governo centrale sblocchi finalmente uno dei quattro elicotteri Ericsson attualmente impegnati in Abruzzo e nelle Marche per dare man forte ai volontari e ai soccorritori che da ben 5 giorni sono alle prese con un disastro ambientale di dimensioni incalcolabili.

di Mauro De Riso


Fa sempre più paura l'incedere delle fiamme sul Faito, alle prese con un terribile incendio che dal Monte Molare si è esteso verso Pimonte, invadendo nella giornata di oggi anche una porzione del versante stabiese. La cima simbolo dei Monti Lattari non riesce davvero a trovare pace e intanto le fiamme si avvicinano inesorabilmente ai centri abitati, che rischiano di patire conseguenze nefaste a causa della difficoltà nel domare un rogo che richiede mezzi di migliore fattura rispetto ai Canadair che da giorni circolano invano sulla montagna senza riuscire a porre un freno all'emergenza. L'applicazione di una linea tagliafuoco in zona Falconera, dove sono situate le antenne Rai e Mediaset, sembra aver scongiurato le conseguenze più drammatiche di un incendio che rischiava persino di coinvolgere un serbatoio da 15mila di gasolio, trasformando il Faito in una bomba. Ma intanto si attende che il Governo centrale sblocchi finalmente uno dei quattro elicotteri Ericsson attualmente impegnati in Abruzzo e nelle Marche per dare man forte ai volontari e ai soccorritori che da ben 5 giorni so

no alle prese con un disastro ambientale di dimensioni incalcolabili, forse la più grande sciagura degli ultimi 40 anni per il Faito. I piromani per adesso si stanno prendendo gioco della natura, approfittando dell'ondata anomala di caldo e soprattutto della scarsa manutenzione del sottobosco, lasciato per anni nell'incuria più totale. Si attende pertanto che le prime piogge possano porre fine ad un autentico incubo, ma l'acqua potrebbe causare altri problemi, rivelandosi ancor più disastrosa del fuoco. L'assenza di vegetazione, infatti, accrescerà il pericolo legato alle frane, che potranno avanzare senza barriere in caso di piogge torrenziali e mettere seriamente a rischio l'incolumità dei residenti del centro antico di Castellammare di Stabia e di via Panoramica. La pulizia delle canaline e delle vasche borboniche, d'altra parte, tarda ancora e il progetto per il dissesto idrogeologico è ancora ben lungi dall'essere convertito in un'opera fattiva che darebbe finalmente ossigeno al centro storico stabiese, su cui incombe una minaccia latente di proporzioni immani.


mercoledì 30 agosto 2017 - 17:26 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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