Terza Pagina

Millennials, come le nuove generazioni hanno cambiato il mondo dell'informazione

Lo stile del giornalismo on-line è sempre più influenzato dal modo di fruire delle news della nuova utenza

di Gioacchino Roberto Di Maio


Il giornalismo on-line nasce negli Stati Uniti nel 1992, quando alcuni piccoli quotidiani decidono di provare a pubblicare gli articoli sul web per cercare di avere maggiore visibilità. Le grandi testate sbarcano su internet nel 1993 riscuotendo, però, poco successo perché la versione on-line, oltre ad essere a pagamento, era la copia carbone della versione stampata. Non tutti i media tradizionali inizialmente sono riusciti ad intuire cosa rappresentasse realmente il giornalismo web e hanno cercato di applicare paradigmi del giornalismo classico cercando di declinarli in chiave attuale. L’errore è stato d’interpretazione in quanto non hanno compreso che è un universo completamente differente, innovativo. John Della Volpe, Director of Polling dell’Harvard Institute of Politics ed Eisenhower Fellow, ha sottolineato come l’influenza del modo di fruire delle informazioni operata dei cosiddetti Millennials, persone nate tra il 1980 e 2000, abbia comportato dei mutamenti sociali che stanno coinvolgendo e cambiando tutti gli aspetti della società. Il modo di fruire dell’informazione di questa generazione non è solo indicativo della loro predisposizione alla tecnologia, bensì intreccia sociologia, psicologia e new media per la creazione di un nuovo contesto di riferimento culturale. L’avvento dell’era digitale ha ampliato l’offerta dell’informazione facilitando la reperibilità di giornali e notizie provenienti da tutto il mondo e sviluppando, così, un pubblico potenziale più numeroso potendo coinvolgere anche persone che abitualmente non usufruivano dei media tradizionali. Il nuovo giornalismo è basato sulla partecipazione popolare, sul pensiero critico e su un abbattimento dei costi in grado di portare a una democratizzazione dell’accesso alle notizie e all&rsquo

;azzeramento delle distanze nella diffusione dell’informazione. La potenzialità di questa innovazione è immensa, perché può consentire ai giornalisti di far conoscere notizie a un pubblico più vasto. I giornalisti hanno dovuto, in tal contesto, affrontare una sostanziale diversità tra l’attività redazionale di un quotidiano cartaceo, che prevede una sola edizione al giorno, e quella di un giornale digitale che viene aggiornato in tempo reale con il susseguirsi delle notizie spesso pubblicate a gran velocità. E la differenza è anche nell’affrontare nuovi linguaggi e nuovi sistemi di comunicazione per poter adeguarsi ai mutamenti sociologici che derivano dalla possibilità creata dal web. Per Walter Passerini, ex direttore del Corriere della Sera, la battaglia etico professionale, oltre a quella della competenza, del sapere critico e della curiosità, consiste oggi nel distinguere il mestiere del giornalista dal mestiere del pubblicitario: il processo produttivo dei media è determinato dagli introiti pubblicitari e questo contamina anche l’informazione. È il caso di notizie prive di veri contenuti che, tuttavia, vengono pubblicate al fine di accaparrarsi le visualizzazioni e i guadagni ad esse annessi. Il mondo giornalistico odierno è rappresentato da vari filoni di informazione che cercano, loro malgrado, di adeguarsi alle richieste presenti a volte cercando di mutare il loro percorso dal passato al presente, a volte interpretando le necessità dei lettori creando un nuovo modo di fare informazione e a volte percorrendo strade basate sui facili guadagni. Sta nascendo una nuova generazione di giornalisti con competenze multiple che consentono di realizzare gli articoli adeguandosi alla nuova lingua del web fatta di convergenza tra testo, fotografia, audio, video, gestione dei social e geolocalizzazione.


mercoledì 22 agosto 2018 - 11:21 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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