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Michael Schumacher, le gesta del campione sono su Netflix


Il sole splende sugli spalti, sulla pista si stanno posizionando i piloti, i motori dei loro bolidi rombano ed infiammano l'aria, la tensione si può tagliare con un coltello, la bandiera a scacchi sventola, il semaforo diventa verde e sono partiti! Tra le grida festanti dei tifosi, lo stadio si riempie di tutto ciò che compone una sana gara di Formula 1.
Eh sì, una di quelle cose, la partenza della Formula 1, che suscita sempre una grande emozione anche ai “non addetti ai lavori” che riusciranno comunque a percepire come, nell'aria, si sta già diramando una certa elettricità assieme al brivido stesso della competizione sportiva.
Oggi questi bolidi sono molto più tecnologici di quelli che hanno cominciato a correre, ormai, circa un secolo fa, cavoli come passa il tempo, ma la tecnologia risulta quasi zero se confrontata con la bravura dei piloti che devono “cavalcare” questi stalloni imbizzarriti fatti di metallo e circuiti. E non abbiamo utilizzato un termine equino a caso.
È infatti indubbio che, sia a livello italiano che a livello mondiale, la Ferrari sia una delle case automobilistiche più famose di sempre. Nonostante il cavallino rampante oggi sia più internazionale che mai, la società di diritto è olandese ed il Presidente John Elkann è americano, rimane sempre una certa dose di Italia tra i motori. Lo dimostrano infatti l'amministratore delegato Benedetto Vigna ed il Vice Presidente Piero Ferrari, figlio del fondatore Enzo Ferrari.
Ma se volessimo andare a cercare un po' più a fondo tra le molte informazioni sulla storia della formula 1 siamo certi che

un nome andrebbe a risaltare più di ogni altro. E questi altri non è che il mitico Michael Schumacher, per gli amici semplicemente “Schumi”, purtroppo vittima di un grave incidente sugli sci il 29 dicembre del 2013. Da quel giorno in poi, la vita e le condizioni fisiche del pilota sono sempre state “blindate” soprattutto per volontà della moglie, dei figli e del fratello.
Una storia la sua che comincia, come in molti, su una pista da go kart nella piccola città tedesca di Kerpen assieme al padre. Lì il piccolo Schumacher si fece le ossa fino a diventare un vero e proprio campioncino tanto da venire notato da un imprenditore del posto che ha voluto aiutarlo, soprattutto economicamente, per crescere nel circuito di questo sport.
Il resto, come si suol dire, è ormai storia che l'ha visto passare dalla Jordan per poi cambiare bandiera con Benetton, Ferrari e Mercedes al pari del fratello Ralf. Oggi, a quasi otto anni dal suo incidente ed a trenta dal suo esordio in Formula Uno, Netlfix ha deciso di omaggiarlo con un documentario a lui dedicato a partire da settembre. Voi l'avete già visto?
Oltre alle testimonianze della famiglia, non vanno dimenticati tutti gli altri protagonisti della Formula Uno come Sebastian Vettel, Luca Cordero di Montezemolo e così via.
Come ha poi dichiarato la portavoce Sabine Kehm, Schumi “ha sempre separato costantemente e rigorosamente la sua vita familiare da quella pubblica. Il film racconta entrambi i mondi. Si tratta del regalo della sua famiglia al loro amato marito e padre”.
Unico scontento è lo storico manager del pilota, Willi Weber, che ha deciso di raccontare la sua nel libro “Benzin Im Blut”, ma questa è un'altra storia.


venerdì 17 dicembre 2021 - 12:10 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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