Il WWF Terre del Tirreno, allertato da alcuni escursionisti, ha segnalato alcuni giorni fa lavori edili in atto lungo il sentiero tra Alberi (Meta) e Arola Camaldoli (Vico Equense) dove, approfittando dei giorni di pioggia, è spuntata una nuova strada sterrata carrabile di accesso ad un fondo privato, realizzata con mezzi pesanti e ruspe, tramite l’allargamento del sentiero preesistente, il taglio degli alberi e l’asportazione di rocce e terreno, su di un tratto già in passato oggetto di denunce dell’associazione ambientalista.
La continua asportazione della roccia ed il grosso cumulo di terreno e pietre ammassato per la realizzazione della rampa costituiscono di fatto un potenziale rischio frana per le abitazioni sottostanti in caso di forti piogge. Infine, come se non bastasse, in una nottata è spuntata dal nulla anche una casa.
Alla denuncia del WWF è seguito l’intervento dei Carabinieri-forestali della Stazione di Castellammare di Stabia agli ordini del Comandante Raffaele Starace che, nella giornata di ieri, hanno provveduto a porre sotto sequestro il manufatto di circa 100 mq. e denunciare, per violazioni paesaggistiche, il proprietario e committente delle opere assieme a due operai beccati al lavoro al momento del sopralluogo.
“Sembrerebbe proprio che l’abitudine a tirar su case fai da te è dura a morire in penisola sorrentina ... e che siamo all’ann
o zero con l’abusivismo edilizio? In pochissimo tempo è stato divelto l'antico sentiero pedonale che collega la frazione metese di Alberi alle frazioni collinari equane allargato attraverso la rimozione di grossi banchi di pietra e il taglio di numerosi alberi e arbusti, con la creazione di una nuova rampa di accesso e un terrapieno per superare il dislivello che conduce al “mostro”: uno scatolone di blocchi in lapil-cemento, travi in ferro e lamiere coibentate, tirato su in due notti di pioggia e che, probabilmente, con altrettanta velocità piomberà prima o poi nel corpo di una frana che rischia di inondare le case alte e basse della borgata di Alberi. Stiamo parlando infatti di una zona classificata, nella perimetrazione dell’Autorità di Bacino Campania Centrale, ad alto rischio idrogeologico, attraversata da un antico sentiero demaniale che fino a pochi mesi fa passava all’interno di un vero e proprio bosco ora decimato. Inoltre l’area in questione ricade all’interno del Parco Regionale dei Monti Lattari ed è soggetta a strettissimi vincoli paesaggistici da parte della Soprintendenza, anche per essere contigua ad un'antica chiesa del 1822. In questo scenario tutelato da ogni legge, ma solo sulla carta, è spuntato un nuovo piccolo mostro in cemento, messo su velocemente da parte di chi non solo non sa accontentarsi ma che, per di accumulare altre mura, violenta e sfregia il paesaggio con professionalità criminosa!!!”