Cronaca

Meta - Donna drogata e stuprata in hotel, il sindaco: «Solidarietà alla turista, la città pronta ad accoglierla»

Così il sindaco di Meta di Sorrento Giuseppe Tito che ha ribadito la volontà del Comune di costituirsi parte civile al processo. La cittadina della penisola sorrentina è entrata nel vortice dopo l'arresto di 5 persone, dipendenti di un hotel cittadino, accusati di aver drogato e stuprato una donna inglese in vacanza in Italia.


«Se vorrà potrà tornare, sarà il modo per dimostrare alla signora e a tutti la nostra cultura di ospitalità. Dobbiamo esprimere solidarietà alla signora e difendere gli operatori turistici e i lavoratori stagionali». Così il sindaco di Meta di Sorrento Giuseppe Tito che ha ribadito la volontà del Comune di costituirsi parte civile al processo. L'iniziativa nel prossimo consiglio comunale sarà quella di indossare tutti un fiocco rosso in segno di solidarietà. La cittadina della penisola sorrentina è entrata nel vortice dopo l'arresto di 5 persone, dipendenti di un hotel cittadino, accusati di aver drogato e stuprato una donna inglese in vacanza in Italia. Secondo l'accusa i presunti violentatori avrebbero fatto assumere delle sostanze, la cosiddetta droga dello stupro, alla signora per poi abusare a turno e scattare foto e video della violenza. Davanti al gip, dopo gli arresti, gli indagati si sono difesi dicendo che il rapporto con la donna era consenziente e che non le è stata somministrata nessu

na sostanza. Nelle prossime ore il giudice per le indagini preliminari dovrà decidere se convalidare o meno gli arresti dei 5 ormai ex dipendenti della struttura ricettiva di Meta. Le indagini delle forze dell'ordine sono scattate quando la turista britannica è rientrata nel suo paese e ha denunciato tutto alla polizia del Kent. Di fatti le violenze sarebbero avvenute proprio il giorno prima della sua partenza, secondo gli investigatori una strategia degli indagati per far sì che la donna non avrebbe potuto denunciare le violenze in Italia e magari evitare di farlo nel suo paese di origine. A incastrare gli ex dipendenti dell'hotel sono anche le chat su Whatapp dove ragazzi e uomini più adulti si vantano dei rapporti avuti con la donna e soprattutto si scambiano alcune foto. La turista inglese ha riconosciuto i suoi presunti violentatori per aver mostrato alcune foto scattate proprio nell'albergo, ed uno in particolare da un tatuaggio al collo. Infine a far scattare le misure cautelari a comparazione del Dna rilevato sulla donna con quello degli indagati.


martedì 22 maggio 2018 - 09:57 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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