Abbattuto nella notte l’’abete rosso in piazza Vittorio Veneto a Meta. Tutto inizia con la segnalazione scritta di un cittadino, protocollata al comune, che teme per "bambini e genitori in pericolo" a causa di un pino (?) che "ha raggiunto un inclinazione pericolosa" e allarma anche per un cedro i cui rami "stanno per entrare nell'abitazione".
A chiamare il 113 è stato invece il WWF Terre del Tirreno allertato da alcuni residenti, svegliati nella notte dal rumore delle motoseghe e dei mezzi intenti ad eliminare il grosso abete rosso (Abies picea) che da decenni vegetava nella piazza Vittorio Veneto a Meta, offrendo ombra, aria pulita e refrigerio ai tanti che la frequentavano.
“E’ stata l'ennesima prova di forza di piccoli uomini contro Madre Natura... uomini grigi che si illudono di fare e disfare e di dominarla a piacimento seguendo le mode - commenta Claudio d’Esposito del WWF Terre del Tirreno - Su segnalazione di cittadini ho seguito di persona, con somma tristezza, le fasi dell'abbattimento al buio, di notte, dell’abete in piazza Vittorio Veneto. Ho potuto documentare come l’albero fosse in ottimo stato di salute, radicato in profondità e con le radici assolutamente bilanciate e sane, non come si temeva “lesionate o marce”. L’escavatore ha faticato non poco a rimuovere il tronco e la ceppaia! Da oltre mezzo secolo quell’albero impreziosiva e ossigenava la piazza frequentata da tanti cittadini. Ancora una volta si è trattato di uno scempio portato a compimento per discutibili motivi. E' stato lo ripeto, a mio parere, un "delitto perfetto", messo in scena per un mix di paura, ignoranza, intolleranza e
mala fede, spinto da qualcuno e premeditato da almeno un decennio. Quell'abete rosso lo tenevamo d'occhio da dodici anni, da prima che, nel 2010, fu rifatta la piazza e già allora tentarono di eliminarlo.
La sua unica colpa: essere cresciuto inclinato a sud, di 15 gradi, a cercare la luce. Mi chiedo perchè mai gli agronomi “mandanti” di tali albericidi non presenziano mai alle condanne a morte dei loro pazienti? Sarebbe un'occasione per costoro di verificare se ci avevano "azzeccato" o meno con i loro "strumenti e le loro attestazioni" che decretano troppe volte l'abbattimento di alberi sani e forti?”
«Quell’albero lo stavamo monitorando da sempre e avevamo già fornito al comune, su richiesta e a titolo gratuito, una relazione nel 2018 e poi ancora nel novembre 2020, che rassicurava sullo stato di salute della pianta! Il WWF aveva anche documentato strani disseccamenti alla base dell'albero, individuabili nell'ingiallimento repentino e localizzato del prato, un effetto che di solito si manifesta quando si usano sostanze diserbanti (glifosato o altre sostanze chimiche). La qual cosa ha fatto da sempre dubitare a tentativi di sabotaggio provocati, si presume, da qualcuno che vive nei pressi e a cui quell'albero dava fastidio?».
Centinaia i commenti sui social di persone che hanno manifestato sgomento, rabbia e indignazione quando, al risveglio, hanno trovato la piazza Vittorio Veneto senza il grande abete che l’incorniciava da sempre. La replica delle istituzioni non si è fatta attendere con le dichiarazioni del sindaco che ha giustificato il taglio con la necessità di “salvare vite umane”.