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Meloni: «Sì alla stretta sulla protezione speciale»

La premier: ''Nessuna divergenza con la Lega''. Schlein attacca: ''Una vergogna''


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La maggioranza ha imposto una nuova stretta alla protezione speciale con un accordo che sarà alla prova dell'Aula del Senato. Il Pd ha protestato, definendo la decisione "una vergogna". Tuttavia, la premier Giorgia Meloni ha sottolineato che tra i partiti che sostengono il suo governo "non ci sono divergenze" sulla questione. La Lega ha presentato 21 emendamenti al decreto, ma alcuni temono che ci possa essere qualche ulteriore incursione che può fare traballare l'intesa.

La nuova protezione speciale stringe, ma non cancella la protezione speciale e ferma la possibilità di trasformarlo in permesso di lavoro. Lo stesso vale per i permessi di soggiorno per calamità e cure mediche, ma aggiunge un nuovo caso di protezione. Fdi rivendica la scelta di limitare il ri

corso alla protezione speciale, diventata nel tempo di fatto la principale via per ottenere un permesso.

Cancellare la protezione speciale e rimettersi in linea con gli altri Paesi Ue rimane l'obiettivo, ma il Quirinale segue con attenzione l'iter del provvedimento e la portata delle restrizioni annunciate. Tuttavia, non emergono al momento profili di incostituzionalità ne ci sono Trattati internazionali che lo vietano, quindi pare improbabile un intervento diretto del presidente. Il presidente voglia essere fedele ai suoi compiti istituzionali di controllo e garanzia, che certamente non lo prevedono alla guida dell'opposizione, con il pieno rispetto degli altri organi dello Stato. E tra questi il Parlamento, la cui composizione è frutto di libere elezioni, rimane sovrano.


domenica 16 aprile 2023 - 08:09 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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