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Mediterraneo a rischio tsunami: fenomeni rari, ma possibili

A dimostrarlo alcuni ricercatori dell’ Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, i quali hanno rivelato la mappa di pericolosità del fenomeno: presente anche l'Italia.

di Davide Soccavo


L’Italia rientra tra le coste più a rischio tsunami, specialmente per quanto riguarda le coste della Sicilia orientale, della Calabria ionica, del Salento e del Golfo di Taranto. A dimostrarlo alcuni ricercatori dell’ Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, i quali hanno rivelato la mappa di pericolosità del fenomeno. Sulla mappa è presente l’intero arco ellenico, che va da Cefalonia al Libano. Tutte aree comprese nel Mediterraneo, tra le più sismiche del continente, e non si esclude il medesimo rischio anche per le coste italiane. Infatti, le probabilità che un’onda di 5 metri raggiunga in particolare le coste del Libano sono del 25%.

Fortunatamente non si trattano di

eventi frequenti. Anzi. Sono di una rarità unica: ogni 2500 anni più del 30% delle coste interessate possono subire questa catastrofe naturale. Rimane compito dell’Ingv diffondere l’allarme maremoto e dal Sistema di Allerta Nazionale per Maremoto, presente in Italia dal 2007. Entrambi gli istituti determineranno il perimetro esatto del terremoto e ne calcoleranno le probabilità di attuazione. «Non vogliamo spaventare inutilmente i cittadini, si trattano di eventi rari, ma di sicuro non impossibili –affermano alcuni sismologhi ai microfoni di SkyTG24-. Hanno un grande sulla crosta terrestre e grazie alla mappa possiamo comprenderne il grado di pericolosità e quando si dovrebbe verificare.»


domenica 3 febbraio 2019 - 22:25 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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