Cronaca

Mazzette e caporalato nei lavori Tav Napoli-Bari, 10 ai domiciliari

20 misure complessive. Pm: 'Cemento di scarsa qualità, tangenti nei panettoni'

di Antonio Pisani per Ansa


Un sistema di rapporti corruttivi tra imprenditori e pubblici ufficiali impegnati nella realizzazione della linea ferroviaria dell'Alta Velocità tra Napoli e Bari, con mazzette nascoste nei panettoni regalati a Natale dagli imprenditori per ottenere commesse o agevolazioni nell'esecuzione e contabilizzazione dei lavori, nonché nei controlli e nei pagamenti.
E' quanto emerso dall'indagine della Procura di Napoli - pm Henry John Woodcock - che ha chiesto e ottenuto dal gip l'emissione di venti misure cautelari (10 arresti domiciliari, 7 obblighi di dimora e di presentazione alla polizia giudiziaria e 3 sospensioni dall'esercizio del pubblico servizio) per reati di corruzione, emissione di fatture per operazioni inesistenti.

Ma non solo. L'inchiesta ha portato alla luce anche una serie di episodi di caporalato: in alcuni cantieri Tav, in particolare a Grottaminarda (Avellino), sarebbe stata documentata la presenza di lavoratori di origine egiziana sottoposti a condizioni particolarmente gravose, con turni fino a 20 ore. Tra le accuse per gli imprenditori indagati anche quella di aver usato per una tratta calcestruzzo di scarsa qualità.
    Al centro dell'inchiesta sono finiti i lavori connessi alle tratte Napoli-Cancello, Apice-Hirpinia e Frasso T

elesino-Telese-San Lorenzo-Vitulano. Le presunte irregolarità riscontrate nella realizzazione di una delle principali infrastrutture strategiche del Mezzogiorno - 5,8 miliardi di euro l'impegno di spesa per la linea Napoli-Bari - non sono attribuibili alla stazione appaltante, cioè Rete Ferroviaria Italiana, ma riguardano persone operanti nei subappalti. Per il procuratore della Repubblica di Napoli, Nicola Gratteri, proprio questi ultimi "sono l'anello debole della catena; le mafie o i faccendieri - dice - sono presenti dove c'è da gestire denaro e potere".
    I finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Napoli hanno seguito le tracce lasciate dalle tangenti per ricostruire il contesto in cui si muovevano gli indagati: mazzette in denaro contante, ma anche vacanze, auto di lusso come una Porsche Macan e orologi. Il gip Federica Girardi descrive i rapporti tra presunti corrotti e corruttori come "sistematicamente connotati dallo scambio di favori reciproci" fino, in alcuni casi, a un vero e proprio "asservimento delle proprie funzioni agli interessi" dell'impresa favorita.
    "Disumane" le condizioni in cui erano costretti a vivere degli operai egiziani, reclutati da un loro connazionale che è finito ai domiciliari.


mercoledì 30 settembre 2026 - 09:10 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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