Sparato da qualche vagabondo armato con licenza di uccidere, nelle campagne di Pastena a Massa Lubrense, uno stupendo esemplare femmina di Sparviero (Accipiter nisus) è stato recuperato, la mattinata di sabato 16 dicembre, grazie ai Carabinieri Forestali ed ai volontari del WWF e trasportato al Centro Recupero Fauna Selvatica il Frullone di Napoli. L’esame radiografico ha evidenziato la presenza di pallini di arma da fuoco.
Dopo la Poiana colpita ad un'ala e all'addome da un bracconiere a Moiano (Vico Equense) appena qualche giorno fa (deceduta in ospedale per le ferite riportate) e la scoperta dei tre rapaci morti sulla spiaggia di Meta, a cui si aggiunge una ennesima Poiana ferita segnalata domenica 17 sempre a Vico, sale a 6 il numero di specie protette (tra poiane, gheppio e sparviero) rinvenute nell'ultima settimana tra Vico e Massa.
“Un bilancio preoccupante che dà il senso dell'anarchia venatoria e del bracconaggio duro a morire nella nostra penisola sorrentina - dichiara Claudio d’Esposito Presidente del WWF Terre del Tirreno - è assolutamente impossibile confondere una poiana dall’apertura alare di quasi un metro e mezzo con qualsiasi altra specie! Se tali animali vengono abbattuti lo sono deliberatamente, e questo ci dovrebbe far riflettere sulla professionalità e la civiltà inesistente da parte di diverse persone che continuano ad “imbracciare” indebitamente e pericolosamente un’arma da fuoco, incentivati dalla scarsità di controlli e dalla certezza di restare impuniti.
Certo è una questione di cultura ... ma anche di politica e di lobby. Il governo attuale sta facendo i salti mortali per sventrare la legge quadro sui parchi, riaprire la caccia al lupo, consentire di sparare in deroga ad alcune specie, ridurre a zero i controlli e la repress
ione ... mentre la Regione ha fatto in modo che sparisse ogni forma di controllo venatorio affidato alle associazioni volontarie, come le guardie del WWF o altre, ed ha fatto in modo che tali stupendi rapaci, una volta impallinati, di fatto restino a terra ... resettando tutta l'organizzazione di recupero/trasporto e cura di tali specie protette. Ed ecco il paradosso … non solo taluni cacciatori senza regole o conoscenze sparano a falchi, poiane & co. ma è divenuto complicato, per chi vuole salvarli, organizzare il recupero e trasporto all'unico Centro di Fauna Selvatica attualmente in funzione per tutte le province della Campania: il Frullone dell’ASL NA1. Quando i cittadini contattano il WWF di solito hanno già fatto decine di telefonate. E una volta che alla nostra associazione veniamo a conoscenza di un animale ferito altre ancora se ne fanno per assicurare un veloce intervento e assistenza. Viene da chiedersi ma lo Stato e la Provincia, che tanti soldi incassano da migliaia di cacciatori per consentire il prelievo della fauna indisponibile dello Stato, dove sono?”
Un Paese che smantella e ridimensiona i presidi "istituzionali" dedicati e professionalmente dotati di strumenti, mezzi e competenze inderogabili, dovrebbe preoccuparsi ora di come far cessare questa condizione di caos generata! La scellerata riforma di smantellamento dell'ex CFS e delle polizie provinciali ha creato infatti danni immani al territorio e alle sue risorse.
Il problema del bracconaggio e altri connessi devono essere affrontati con forza e con una seria inversione di tendenza. Auspichiamo che il Governo possa quanto prima intervenire in maniera concreta nel garantire un servizio di controllo ambientale e venatorio efficace, a tutela degli animali e a discapito di chi esercita abusivamente la propria “concessione speciale” di caccia.