Oggi organizzare una mostra di Arte Sacra è un atto coraggioso oltre che di fede, doti che ha avuto Florinda Bischetti - scultrice pittrice e ceramista - curatrice della mostra che per la prima volta in assoluto ha organizzato con la collaborazione e l’impegno del commissario straordinario della congrega del SS. Rosario e dei parroci della diocesi dell’ex cattedrale del paese.
Lettere è una cittadina dei monti lattari che si estende su 12 Kmq con una popolazione di oltre 6000 persone. Nota per una buona e ricca ristorazione oltre che per il Santuario di S. Anna, meta di costante pellegrinaggio dei devoti della Santa da tutta la regione e oltre. Tanti gli artisti locali che hanno esposto le proprie opere sacre, dalla stessa Florinda Bischetti, a Antonietta Iozzino, Catello Zanca e Antonio Cesarano. Da Roma invece Il maestro Giuseppe Faella noto nella capitale per numerose opere nelle piazze e chiese italiane ed estere. Infine il maestro Renato Fangerri sempre dalla capitale con un bassorilievo dipinto su ceramica.
La mostra ARS SACRA è stata inaugurata e benedetta da S.E. Mons. Francesco Alfano Arcivescovo di Sorrento Castellammare, c
he ha dato un valore aggiunto all’evento. «Bisogna fermarsi a contemplare, interrogarsi. Fermarsi fa bene alle mente, al cuore e allo spirito – ha detto - La mostra ha questo scopo di farci vivere un’esperienza profondamente spirituale e umana». «La mostra – ha spiegato la curatrice Bischetti - è stata organizzata anche per risvegliare l’interesse verso l’arte proprio per recuperare il patrimonio artistico culturale del territorio».
All’interno dell’ex cattedrale, aperta per l’occasione, sono esposte, oltre alle opere dei maestri, reperti antichi ritrovati al Castello di Lettere, come pure stemmi araldici, stele funerarie risalenti al Sacro Romano Impero. La congrega rimane un luogo mistico, ricca di affreschi sulla vita di San Domenico. Vi sono calici e pissidi forgiati da antichi argentieri del napoletano, arredi sacri e ricami in filigrana d’oro. Ancora manoscritti e lettere papali del 1500, sculture lignee e statue del XVI secolo. Insomma un territorio da guardare da diverse prospettive, ricco di cultura, che bisognerebbe valorizzare ancora di più, con iniziative del genere.