Quella della carta è una storia antichissima. Fin dalla sua nascita questo materiale è stato centrale nello sviluppo dell’umanità ed è tuttora un elemento imprescindibile nella vita di tutti i giorni, nonostante il boom del digitale. Ci sono campi, come quello burocratico, per fare un esempio, in cui le garanzie fornite da un foglio di carta dato in mano a un utente sono superiori a quelle fornite da un documento digitale. Ecco perché in molte aziende il consumo della carta è ancora elevato e la scelta del prodotto da utilizzare risulta meno banale di quanto si pensi. Le risme di carta differiscono infatti tra loro per determinate caratteristiche, che le rendono più o meno adatte ad aziende di livello. Caratteristiche che sono principalmente legate alla tipologia di carta, alla grammatura ma anche a certificazioni che vedremo in seguito.
Innanzitutto, è bene chiarire che il formato più diffuso di risma di carta è quello A4. Scegliere la carta adatta influisce direttamente sulla qualità della fotocopia, non un fattore da prendere alla leggera quando si tratta di aziende che hanno il dovere di salvaguardare i propri clienti.
Come detto, è importante scegliere il giusto tipo di carta in base all’utilizzo che se ne vuol fare. La più comune è la carta “uso mano”, nonché la più economica e più usata per stampare testi. La carta “patinata”, invece, risulta migliore per stampe a colori grazie alla sua luminosità. Infine, la carta “speciale” è un po’ croce e delizia: qualitativamente la migliore, è anche la meno adatta ad essere stampata per via della superficie ruvida<
/strong>. E il prezzo, il più alto del gruppo, non aiuta.
Altro elemento rilevante nella scelta della risma è la luminosità della carta. In questo senso, sono 4 i tipi di carta che possiamo utilizzare. La carta “di tipo A” è la scelta più sicura, in quanto garantisce risultati notevoli per qualsiasi utilizzo grazie a un punto di bianco molto elevato. La “tipo B” è un gradino sotto, ma una risma di questo tipo di carta può comunque garantire buoni risultati a prescindere dall’obiettivo. La carta “di tipo C” è invece la più economica e il suo utilizzo dovrebbe essere limitato a stampe semplici e in bianco e nero. C’è poi anche la carta riciclata, sicuramente la meno qualitativa ma anche quella che può portare più benefici all’ambiente.
Capitolo grammature: la prima regola da tenere bene a mente è che la grammatura non è la caratteristica principale da valutare, al contrario di quanto si pensasse fino a qualche anno fa. Il pensiero comunque, per fare un esempio concreto, era che una carta di almeno 80 grammi fosse sinonimo di alta qualità. Al contrario, con un peso inferiore veniva bollata come scarsa. Questo assunto è semplicemente errato e non ha alcun fondamento. Non esiste una regola che colleghi la grammatura della carta alla sua qualità.
Infine, è bene aprire una parentesi sulle certificazioni ecologiche che contraddistinguono determinate produzioni di carta. Le più importanti fanno uso di un sistema ecologico con piante a crescita veloce, rimpiazzate immediatamente da altre una volta tagliate, al fine di bloccare o rallentare il disboscamento delle foreste.
Tipologia di carta, grammature e certificazioni ecologiche. Adesso hai tutto ciò che serve per scegliere la risma di carta ideale per la tua azienda.