La Giuria Internazionale e la Giuria Italiana dell'Ischia Film Festival hanno scelto i vincitori dei concorsi del XV Ischia Film Festival. La Giuria Internazionale, composta dal cineasta polacco Krzysztof Zanussi, dal regista e sceneggiatore Miguel Barros e dalla produttrice Dagmar Jacobsen, ha premiato quale miglior lungometraggio, attribuendogli l’Ischia Film Award, il film IMMORTALITY di Mehdi Fard Ghaderi. La motivazione della giuria è stata: “Diamo a questo film il premio per il miglior lungometraggio per l'uso coraggioso di una singola location in una singola ripresa. Oltre la sua maestranza, riconosciamo che sia un film ben scritto e recitato, il cui scopo è quello di fornire un affresco unico dell'Iran moderno. Che successo!”.
Tra gli altri premi, quello Epomeo legato alla fotografia cinematografica, è andato a Rocco Marra e Roberta Allegrini per il film CAINA. “Noi consideriamo la cinematografia di Caina uno specchio fedele della crudeltà e la mancanza di empatia che il film stesso denuncia. L'inquadratura mantiene le distanze, the videocamera osserva semplicemente. Le immagini sono grigie, incostanti, scure, senza luce, senza speranza” la motivazione.
Caina è una storia visionaria e surreale sulla ferocia femminile, la xenofobia e il razzismo, opera prima del regista napoletano Stefano Amatucci.
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Prendendo spunto dalla tragedia dell’immigrazione di massa che sta coinvolgendo l’intera Europa, Caina racconta la xenofobia e il razzismo attraverso lo sguardo e la mente di chi ne incarna i pregiudizi, i luoghi comuni, le parole.
La protagonista, razzista e xenofoba, (interpretato da Luisa Amatucci) fa un mestiere particolare, la “trovacadaveri”. Raccoglie i corpi dei profughi che il mare riversa sulla riva e li porta in un centro di smaltimento statale. I cadaveri arenati sono poi smaltiti sciogliendoli nel cemento in un centro di smaltimento statale. La donna sente i morti parlare, avere paura, lamentarsi, ne ascolta le sofferenze, le angosce, le delusioni.
La nascita di Caina è stata un processo lungo e travagliato, un progetto che alla fine si è realizzato grazie all’intervento dell’imprenditore stabiese Salvatore Suarato che per l’occasione ha fondato la Movieland Productions e all’incontro con Daniele Tomassetti produttore e cofondatore insieme al fratello Fabio della Déjà-vu Production.
Salvatore Suarato, già affermato in diversi settori imprenditoriali e impegnato attivamente anche nel sociale, ha deciso grazie a questa esperienza di continuare ad investire nella produzione cinematografica ponendo attenzione a storie che trattino di temi socialmente importanti.