l ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che Teheran ha "mantenuto la parola data" sul cessate il fuoco con gli Stati Uniti, dopo che Donald Trump ha insistito sul fatto che la tregua fosse finita, ma che avesse acconsentito a ulteriori negoziati con la Repubblica islamica.
"Finora l'Iran ha mantenuto la parola data, a differenza del 'cosiddetto' Segretario del Tesoro statunitense che sta violando il paragrafo 9 del Memorandum d'intesa", ha scritto Araghchi su X, riferendosi a una parte del memorandum d'intesa relativa al mancato dispiegamento di ulteriori forze statunitensi nella regione.
Nel su post su X, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha aggiunto che "non può esserci rispetto se non è reciproco". Gli scontri tra Iran e Stati Uniti sono ripresi martedì scorso e sono stati i più significativi dalla firma, il 17 giugno, di un accordo volto a trovare una soluzione definitiva alla guerra iniziata il 28 febbraio con l'attacco israelo-americano all'Iran. Donald Trump ha ribadito ieri che il cessate il fuoco era "finito", pur accettando di proseguire i colloqui con Teheran. "La Repubblica islamica dell'Iran ci ha chiesto di continuare le 'discussioni'. Teheran "non ha avanzato alcuna richiesta di questo tipo", si è affrettato a precisare il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, annunciando al contempo che Araghchi si sarebbe recato in Oman sabato per discutere dello Stretto di Hormuz. Teheran consente un solo corridoio di navigazione, lungo la sua costa, ed esclude qualsiasi ritorno alla situazione prebellica, quando il passaggio in questo stretto, attraverso il quale transitava normalmente un quinto del commercio mondiale di idrocarburi, era libero. Gli Stati Uniti hanno colpito l'Iran per due notti consecutive dopo aver accusato Teheran di attacchi a tre navi mercantili nello stretto. Per rappresaglia, l'Iran ha fatto fuoco contro i paesi del Golfo: il Kuwait, il Bahrein e il Qatar.
L'amministrazione Trump ritiene che un accordo sul nucleare con l'Iran sia sempre più improbabile. Lo riporta il Wall Street Journal citando un funzionario dell'amministrazione, secondo il quale l'Iran dovrebbe rilasciare nelle prossime ore una dichiarazione pubblica per dire che lo Stretto di Hormuz è aperto e per impegnarsi a non sparare alle navi. Se non ci sarà una dichiarazione in questo potrebbero essere gravi conseguenze, ha aggiunto il funzionatio dell'amministarzione. L'analisi sembra lasciar intravedere un possibile cambio di strategia per l'Iran.
Fonti Usa: 'L'Iran riconosce che è stato errore colpire le navi a Hormuz'
L'Iran avrebbe ammesso che è stato "un gruppo di estremisti fuori controllo" a tentare di minare i negoziati di pace e la tregua colpendo le navi mercantili nello Stretto di Hormuz e provocando la reazione americana, secondo quanto affermato alcuni funzionari statunitensi alla Cbs News. "Loro (gli iraniani) sono tornati al tavolo delle trattative e hanno detto: 'Abbiamo sbagliato. Abbiamo commesso un errore. Continuiamo a parlare'". Gli Stati Uniti vogliono che l'Iran dichiari pubblicamente che lo Stretto di Hormuz è aperto e si impegni a cessare di sparare contro le navi mercantili.
Trump, 'se l'Iran mi uccide ho lasciato detto di distruggerli'
L'Iran ha un piano per assassinare Donald Trump. Israele ha messo in guardia gli Stati Uniti e condiviso informazioni di intelligence con gli 007 americani su un nuovo complotto. E
se tra i servizi Usa serpeggia un certo scetticismo, il presidente americano sembra crederci: "Se dovesse accadere ho lasciato istruzioni: bombardarli con una potenza mai vista", ha minacciato, affermando di essere nel mirino di Teheran da anni. L'avvertimento israeliano piomba sulla fragile tregua fra Teheran e Washington, impegnate da giorni in un braccio di ferro fatto di attacchi incrociati e che sta mettendo a dura prova il memorandum of understanding siglato tra i due Paesi. Dopo giornate ad alta tensione, i raid sul Golfo e vicino allo Stretto di Hormuz sono rallentati e i mediatori del Qatar, in coordinamento con gli Stati Uniti, sono volati a Teheran per cercare di salvare l'accordo raggiunto, evitare una ripresa delle ostilità e spianare la strada alle trattative fra le parti. L'Iran "ci ha chiesto di proseguire i colloqui. Abbiamo accettato di farlo, ma gli Stati Uniti hanno chiarito, senza mezzi termini, che il cessate il fuoco è terminato", ha tuonato Trump sul social Truth, di fatto lasciandosi le mani libere per ulteriori azioni militari contro Teheran. Secondo indiscrezioni, una ripresa a pieno regime dei raid americani contro l'Iran appare improbabile perché non è nell'interesse del presidente visto l'avvicinarsi delle elezioni di metà mandato. Ma Teheran bolla come "false" le notizie di un possibile nuovo round di colloqui la prossima settimana. Così la frustrazione del commander-in-chief monta con il passare dei giorni, accentuata dalla prova di forza iraniana a Hormuz con i missili lanciati contro tre navi domenica scorsa. E l'allarme di Israele sul nuovo piano iraniano per uccidere Trump, riportato dal Wall Street Journal, non fa che aumentare ulteriormente questo nervosismo, anche se non tutti gli 007 americani sono convinti della bontà delle informazioni ricevute. Il timore è infatti che Israele, contrario al memorandum of understanding siglato tra Usa e Iran, voglia mettere pressione e influenzare le decisioni di Trump, al fine di spingere gli Stati Uniti a riprendere gli attacchi. I rapporti fra i due alleati di ferro si sono incrinati nelle ultime settimane in seguito all'opposizione israeliana all'accordo con Teheran, che ha rivelato una divergenza di obiettivi con Washington dopo l'avvio in piena sintonia della campagna contro l'Iran. Le tensioni con il premier Benjamin Netanyahu sarebbero dietro alla decisione della Casa Bianca di non coinvolgere Israele nei raid degli ultimi giorni temendo che una sua partecipazione possa portare il conflitto fuori controllo. "Sono il target numero uno" di Teheran "da anni", ripete il commander-in-chief: "Sono il numero uno nella lista iraniana delle persone da eliminare da molto tempo", ha detto al New York Post. Almeno dal 2020, quando Teheran lo ha messo nel mirino per l'uccisione di Qasem Soleimani, il potente capo della Forza Quds delle Guarde della Rivoluzione iraniane. Da allora il presidente è scampato a vari attentati, da Butler durante la campagna elettorale del 2024 a quello alla cena dei corrispondenti della Casa Bianca a Washington. E l'allerta lanciata da Israele potrebbe essere dietro la decisione di costringere Trump a volare da Ankara, dove era per il vertice della Nato, a bordo del vecchio Air Force One munito di tutte le contromisure difensive per i missili che il nuovo aereo presidenziale, quello regalato al presidente dal Qatar, non ha. Mancando della sicurezza necessaria, Trump è stato fatto viaggiare sul vecchio velivolo fino al Regno Unito, dove poi ha cambiato aereo e salito sul nuovo per far rientro negli Stati Uniti.