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Investimenti sicuri: quali alternative al mattone?
Di fronte a scenari economici sempre più complessi, chi ha in programma di investire una parte del proprio capitale dovrebbe prendere in considerazione l’ipotesi di ricorrere a un servizio di consulenza per la gestione del risparmio. Nel momento in cui il contesto politico si fa più intricato, infatti, la situazione finanziaria ne risente: le tensioni sociali demoliscono le sicurezze del passato, così che per i risparmiatori comuni risulta decisamente complicato capire che cosa bisogna fare per investire (e come lo si deve fare). Deve essere chiaro che gli investimenti sicuri non esistono, in quanto un margine di rischio esiste sempre, a maggior ragione in un panorama di notevole complessità. Tuttavia è sufficiente tenere conto di alcune semplici norme per riuscire a dedicarsi a investimenti efficienti, responsabili e sicuri.
Il mattone, una certezza (o no?)
Per molti anni il mattone è stato considerato una certezza:
come leggiamo sulla guida di "InvestireInBorsa.org" circa il 75% degli italiani hanno una casa di proprietà, molti altri detengono anche immobili, acquistati e mantenuti come “investimento”, ma
investire soldi nel mattone si è rilevato poco fruttuoso. Ecco perché conviene volgere lo sguardo verso altri strumenti: gli
ETF, per esempio, che nel novero dei prodotti di investimento meritano di essere considerati strumenti molto efficienti per la creazione di un portafoglio di investimento. Uno dei pregi più significativi di questa soluzione va individuato nelle commissioni di gestione dell’investimento molto contenute: questo vuol dire che i
costi di gestione di un portafoglio di investimento possono essere ridotti fino a un decimo.
I rischi da evitare
Ci sono numerosi
strumenti finanziari che, nella maggior parte dei casi, vengono percepiti come investimenti sicuri, o almeno sono venduti come tali. Lo stato dei fatti dimostra, tuttavia, che in molti casi tali strumenti non sono esenti da rischi, o addirittura corrispondono a una scelta sbagliata per chi deve investire. I conti di deposito in un momento come quello attuale caratterizzato da tassi bassi possono apparire vantaggiosi, ma è bene tenere conto del
rischio di credito: si tratta del rischio che gli interessi non possano essere garantiti dalla banca. In linea di massima comunque un conto di deposito può essere ritenuto sicuro, in quanto mette a disposizione una
remunerazione garantita ed è un ottimo modo per parcheggiare la propria liquidità in eccesso.
Il rischio di credito
Per i depositi fino a un importo massimo di 100mila euro la
rong>tutela dei risparmiatori è garantita dal Fondo Interbancario; il rischio resta, invece, per le somme che superano questa soglia. Vale la pena di tenere conto del fatto che il rendimento corrisponde al premio per il rischio assunto dall’investitore attraverso l’acquisto di un certo prodotto. Di conseguenza, nel caso in cui ci si trovi di fronte a un tasso decisamente più elevato rispetto alla media di mercato è lecito insospettirsi e porsi qualche domanda a proposito dello stato di salute e dell’affidabilità della banca. Invece, di norma i tassi di rendimento dei conti di deposito sono in linea con i tassi di interesse di mercato generali, se non addirittura più bassi. Attenzione, però: qualora i tassi di interesse di mercato dovessero subire un ribasso, la banca potrebbe procedere a una modifica unilaterale del tasso di rendimento che era stato concordato in origine.
Il pronto contro termine
Il pronto contro termine è un contratto di cessione di titoli temporanea: in pratica oggi vengono scambiati al prezzo corrente di mercato dei titoli, ma le due parti si impegnano a compiere la transazione inversa a un prezzo ben preciso in futuro. Ovviamente il rischio più concreto è quello di insolvenza, che corrisponde al pericolo di fallimento di chi ha emesso il titolo sottostante; in una situazione del genere, chi ha venduto i titoli potrebbe decidere di non ricomprarli. Il rischio di controparte, invece, è quello relativo al fallimento della banca, la controparte contrattuale.
Le alternative dei fondi monetari
Una soluzione alternativa che si può prendere in esame è quella dei fondi monetari: si tratta di fondi comuni di investimento che sono formati da prodotti obbligazionari caratterizzati da una durata limitata. Ecco perché sono strumenti stabili perfino in momento storici nei quali viene registrata una volatilità significativa dei mercati. Ma la stabilità è sempre sinonimo di sicurezza? In realtà stiamo parlando comunque di investimenti a mercato, che pertanto non possono essere ritenuti a capitale protetto o comunque totalmente esenti da rischi, a maggior ragione quando i tassi sono bassi o addirittura negativi. Può succedere che un investimento in strumenti monetari non sia vantaggioso se le performance si rivelano negative, tenendo conto delle imposte e delle commissioni che vengono applicate. In una prospettiva di gestione del portafoglio, comunque, si può fare affidamento sui fondi monetari quando si ha la necessità di contenere la volatilità generale: insomma, non servono tanto per finalità speculative quanto per compensare strumenti contraddistinti da un rischio superiore.
martedì 21 luglio 2020
- 11:02 | © RIPRODUZIONE RISERVATA