Inter e Napoli si presentano all’appuntamento di San Siro con numeri e precedenti che raccontano una sfida più equilibrata di quanto la classifica possa suggerire. Gli azzurri, infatti, sono rimasti imbattuti nelle ultime quattro gare di campionato contro i nerazzurri, un filotto che il Napoli è riuscito a migliorare solo una volta nell’era dei tre punti a vittoria, tra il 2013 e il 2015. La vittoria per 3-1 nel match d’andata dello scorso 25 ottobre ha rafforzato ulteriormente le certezze della squadra partenopea, che ora sogna due successi consecutivi contro l’Inter in Serie A per la prima volta dai tempi del Napoli di Maurizio Sarri, stagione 2016/17.
San Siro, però, resta un terreno storicamente ostico per il Napoli. L’Inter non perde in casa contro i partenopei da otto sfide consecutive in campionato, con cinque vittorie e tre pareggi, compresi gli ultimi due confronti chiusi in parità. L’ultimo acuto azzurro al Meazza risale al 30 aprile 2017, quando un gol di José Callejón regalò l’1-0 agli uomini allora guidati da Sarri. Il momento dell’Inter è certificato da un avvio di stagione di altissimo livello. I nerazzurri hanno già conquistato 14 vittorie nelle prime 18 gare di campionato, un traguardo raggiunto per la settima volta nella loro storia: nelle precedenti occasioni in cui sono arrivati ad almeno 15 successi nelle prime 19 giornate, il finale è sempre stato lo stesso, con il primo posto a fine stagione. A rendere ancora più significativi questi numeri c’è il rendimento casalingo: insieme alla Roma, l’Inter è una delle due squadre a non aver mai pareggiato in casa nel girone d’andata, alternando sette vittorie a due sconfitte e segnando sempre almeno due gol nei successi interni.
Il Napoli arriva a Milano con qualche scoria in più rispetto alla scorsa stagione, come raccontano le sette sconfitte già incassate in tutte le competizioni, due in più rispetto all’intera annata 2024/25. Eppure, lontano dal Maradona, la squadra azzurra ha ritrovato solidità e continuità: dopo i successi per 2-0 contro Cremonese e Lazio, potrebbe centrare tre vittorie consecutive in trasferta senza subire reti in Serie A, un’impresa che manca dal lungo filotto tra gennaio e marzo 2023 con Luciano Spalletti in panchina.
Occhi puntati anche sui protagonisti attesi. Lautaro Martínez ha segnato quattro gol contro il Napoli in Serie A, ma tutti concentrati nei primi incroci con gli azzurri; nelle ultime otto sfide di campionato contro i partenopei è rimasto a secco, pur continuando a essere centrale nel gioco dell’Inter, come dimostrano le 90 partecipazioni a una conclusione in questo campionato, secondo solo a Nico Paz. Dall’altra parte, Scott McTominay sembra avere un feeling particolare con i nerazzurri: due gol in tre presenze contro l’Inter, uno al Meazza e uno al Maradona, e la concreta possibilità di diventare la prima squadra contro cui va a segno in tre partite diverse di Serie A.
Antonio Conte è costretto a fare i conti con l’assenza di David Neres: il brasiliano non ha recuperato dalla distorsione alla caviglia e dà forfait proprio alla vigilia di una sfida fondamentale. Al suo posto spazio a Matteo Politano, chiamato a dare imprevedibilità e qualità al reparto offensivo.
Le scelte del tecnico azzurro ridisegnano l’assetto tattico del Napoli. Giovanni Di Lorenzo avanza sulla linea dei quattro di centrocampo, mentre in difesa trova spazio Beukema, inserito nel terzetto arretrato. L’ex Bologna agirà da braccetto di destra, con Rrahmani al centro e Juan Jesus sul lato mancino, a protezione di Milinkovic-Savic, confermato tra i pali.
In mezzo al campo non si tocca la coppia Lobotka-McTominay, ormai punto fermo dello scacchiere di Conte, mentre sulla corsia opposta rispetto a Di Lorenzo agirà Spinazzola. Davanti, oltre a Politano, c’è la conferma dal primo minuto di Elmas, che torna ad occupare il centro-sinistra alle spalle di Hojlund, riferimento offensivo del Napoli in una gara che promette intensità, equilibrio e grande tensione agonistica.
Campioni d’Italia subito aggressivi, con Sommer costretto agli straordinari dopo appena 4 giri di lancette per anticipare in uscita Hojlund. Il Napoli gioca altissi
mo per complicare la prima impostazione degli uomini di mister Chivu, e sembra controllare il pallino di gioco. Ma il calcio sa essere imprevedibile, con i nerazzurri che sbloccano la contesa alla prima sortita offensiva. Zielinski ringhia su McTominay a centrocampo dando il via a una fulminea ripartenza: Thuram allarga per Dimarco, che da posizione defilata trova l’angolino alla sinistra di Milinkovic-Savic. Al 14’ Lautaro spreca un’azione avvolgente calciando troppo debolmente verso la porta dei partenopei, quindi Calhanoglu ci prova dai 25 metri senza inquadrare lo specchio della porta. I ragazzi di Antonio Conte, dopo aver assorbito il colpo, si riprendono con personalità le redini della gara. Al minuto 26, il match torna in parità. Elmas chiude l’uno-due con Spinazzola, palla in mezzo per McTominay, abilissimo a bruciare Bisseck e fulminare Sommer da distanza ravvicinata. L’Inter si fa vedere con Zielinski e Thuram, ma nel finale rischia di andare sotto. Lobotka con una magia si libera di libera di Thuram e Luis Henrique: palla con il contagiri per la sovrapposizione di Beukema, con Bisseck a salvare la porta nerazzurra in anticipo su Hojlund che già pregustava il tap-in vincente.
In avvio di ripresa, Napoli subito vicinissimo al vantaggio. Tutto parte da un lancio lunghissimo di Milinkovic-Savic verso Hojlund: l’ariete di Danimarca ruba il tempo ad Akanji e fa partire un mancino calibratissimo che fa la barba al palo alla destra di Sommer. Ancora partenopei pericolosi: Di Lorenzo vince il duello con Akanji, e gira di testa non lontano dalla porta nerazzurra. Gli uomini di Antonio Conte sembrano amministrare agevolmente la gare: Politano va via in progressione e mette una palla forte e tesa per Hojlund, ma la retroguardia interista sventa la minaccia. Al 60’ Barella svirgola da posizione invitante, poi la replica di Hojlund che non riesce a scardinare il bunker meneghino. Le occasioni si susseguono a breve distanza l’una dall’altra. Lautaro riceve da Barella sul filo del fuorigioco, ma c’è un Rrahmani sontuoso a dirgli di no con un doppio intervento difensivo da urlo. Al 71’ l’episodio che accende le polemiche a San Siro. Azione prolungata di marca nerazzurra: Dimarco non passa, quindi Bastoni di prima intenzione trova soltanto l’esterno della rete. Ma ecco che arriva il colpo di scena. Mentre Milinkovic-Savic è già pronto per il rinvio dal fondo, il direttore di gara viene richiamato al VAR per un contatto tra Rrahmani e Mkhitaryan. Per doveri ci sono gli estremi per concedere la massima punizione, tra la perplessità dei calciatori partenopei, con le reiterate e veementi proteste di Antonio Conte che rimedia un cartellino rosso. Dal dischetto Calhanoglu spiazza Milinkovic-Savic. L’ingiustizia subita si trasforma in uno sprone in più per i Campioni d’Italia, che si riversano in avanti per riportare il match quantomeno in equilibrio. Out Beukema per Lang, con l’esterno olandese che si rivelerà un valore aggiunto. All’81’ Politano fa partire una parabola arcuata con il suo mancino educato: Lang beffa Barella nei pressi della linea di fondo rimettendo la sfera verso l’area piccola, dove McTominay tutto solo infila Sommer sul palo più lontano. Mazzocchi entra sul rettangolo verde per Politano, ed a tempo scaduto brivido sul tiro di Mkhitaryan che, con la complicità di una deviazione, si stampa sul palo a Milinkovic-Savic battuto. Dopo 5 minuti di recupero arriva il triplice fischio finale: partita spettacolare con le due squadre che si dividono l’intera posta in palio.
INTER-NAPOLI 2-2
Reti: 9’ pt Dimarco (I), 26’ pt McTominay (N), 28’ st Calhanoglu rig. (I), 36’ st McTominay (I)
INTER (3-5-2): Sommer; Bisseck, Akanji, Bastoni; Luis Henrique, Barella, Çalhanoglu (43’ st Sucic), Zielinski (16’ st Mkhitaryan), Dimarco (43’ st Carlos Augusto); Thuram (38’ st Esposito), Lautaro (43’ st Bonny). All. C. Chivu
NAPOLI (3-4-3): Milinkovic-Savic; Beukema (33’ st Lang), Rrahmani, Juan Jesus; Di Lorenzo, Lobotka, McTominay, Spinazzola; Politano (45’+3 st Mazzocchi), Hojlund, Elmas. All. A. Conte
Arbitro: Daniele Doveri della Sezione AIA di Roma
Note: Espulso: Antonio Conte (N) al 26’ st per proteste. Ammoniti Juan Jesus (N). Corner: 4-1. Recupero: 2’ pt, 5’ st.