Nel corso di un mio recente intervento pubblico ho avuto modo di soffermarmi sul rapporto tra legalità e sviluppo economico. Sono due temi che considero strettamente collegati: una città cresce davvero quando riesce a creare un ambiente nel quale chi lavora, chi investe e chi fa impresa possa operare nel rispetto delle regole, con trasparenza e con prospettive reali di crescita.
Castellammare parte da una base significativa.
Abbiamo il mare e il porto, una significativa tradizione industriale e cantieristica, una naturale vocazione turistica, il commercio, i servizi, il patrimonio termale, archeologico e ambientale. Abbiamo inoltre un tessuto di imprese e professionisti che ogni giorno continua a produrre valore.
Ma le potenzialità, da sole, non bastano.
Occorre creare condizioni nelle quali sia più semplice investire, avviare un’attività, far crescere un’impresa e creare occupazione. Questo significa innanzitutto migliorare il rapporto tra imprese e pubblica amministrazione, garantendo regole chiare, tempi ragionevoli e procedure più semplici.
Chi decide di investire sul territorio non dovrebbe percepire la burocrazia come un ostacolo, ma trovare nelle istituzioni un interlocutore capace di accompagnare lo sviluppo nel rispetto della legalità e della trasparenza.
Ed è proprio qui che legalità e sviluppo si incontrano.
Dove cresce un’economia sana, dove le imprese possono lavorare in condizioni trasparenti e dove esistono opportunità reali di occupazione, si riducono anche gli spazi per l’illegalità e per quelle forme di intermediazione che trovano terreno fertile nella debolezza economica e istituzionale.
Per questo non basta contrastare ciò che non funziona. È necessario costruire alternative.
Una delle questioni più importanti riguarda i giovani.
Una città che non riesce a offrire prospettive alle nuove generazioni rischia di perdere progressivamente competenze, energie e capacità di innovazione. Secondo l’indagine “La Mia Città 2.0”, promossa dall’associazione Giovani Stabiesi e diffusa nelle scuole cittadine, il 72% dei ragazzi intervistati dichiara di voler lasciare Castellammare per costruire altrove il proprio futuro lavorativo e personale.
È un dato che deve farci riflettere.
La vera sfida è creare condizioni economiche e professionali che consentano ai giovani di considerare Castellammare una scelta possibile per il proprio futuro.
Occorre quindi rafforzare il collegamento tra scuola, università, fo
rmazione professionale e mondo delle imprese, costruendo percorsi sempre più coerenti con le reali esigenze del sistema produttivo e con le vocazioni economiche del territorio.
Esperienze come il recente Recruiting Day organizzato a Castellammare dimostrano quanto sia importante creare occasioni di incontro tra imprese e persone alla ricerca di lavoro. Ma iniziative di questo tipo dovrebbero diventare parte di un sistema più stabile, capace di mettere continuamente in relazione domanda e offerta di competenze.
Servono competenze, ma servono soprattutto opportunità.
Castellammare deve diventare una città nella quale i giovani possano programmare il proprio futuro, nella quale gli imprenditori e gli aspiranti imprenditori possano decidere di investire e nella quale le imprese già esistenti possano trovare le condizioni per crescere.
Per raggiungere questo obiettivo sarebbe utile istituire un confronto permanente tra istituzioni, imprese, professionisti, associazioni di categoria, organizzazioni sindacali, scuole, università ed enti di formazione.
Non un incontro occasionale, ma un vero tavolo permanente per lo sviluppo economico, il lavoro e le competenze, chiamato a individuare periodicamente gli ostacoli agli investimenti, i fabbisogni professionali delle imprese e pochi obiettivi concreti da monitorare nel tempo.
Una città cresce quando riesce a mettere insieme le proprie energie migliori.
Vengo da una cultura nella quale ho imparato che, quando un raccolto non produce i risultati sperati, non basta fermarsi a guardare ciò che è accaduto. Bisogna comprendere gli errori, lavorare meglio il terreno e prepararlo per il raccolto successivo.
Credo che questo principio possa valere anche per Castellammare.
È necessario conoscere il passato e comprendere ciò che non ha funzionato, ma soprattutto dobbiamo chiederci quale città vogliamo costruire nei prossimi anni e quali condizioni dobbiamo creare oggi perché quella città possa realmente nascere.
Imprese, lavoro, formazione e giovani possono rappresentare il terreno dal quale ripartire.
Perché il futuro di Castellammare non si costruisce soltanto contrastando ciò che la indebolisce. Si costruisce creando le condizioni perché imprese sane, lavoro, competenze e nuove generazioni possano crescere insieme.
È da qui che può partire una nuova stagione di sviluppo per Castellammare di Stabia.
Vincenzo Ercolano
Dottore Commercialista e Revisore Contabile
Tesoriere del Partito Democratico di Castellammare di Stabia