Il gioco d’azzardo continua a stregare gli italiani. Nel corso del 2016 la cifra totale spesa in gratta e vinci, slot machine, scommesse sportive e lotterie varie ha sfiorato i 96 miliardi di euro, che rappresentano circa il 4,4% del Prodotto Interno Lordo, dando occupazione a circa 150 mila persone. In questo quadro, le regioni del sud fanno totalizzare una spesa di poco superiore ai 22 miliardi di euro, circa il 23% della spesa complessiva.
Anche se ancora la parte del leone spetta al gioco fisico, secondo alcune recenti ricerche, il gioco online sarebbe in grande espansione sia in termini di raccolta raggiunta che di persone coinvolte. Il dato di crescita di questo settore fa registrare un +25% rispetto all’anno precedente e il dato è destinato ad incrementarsi nei prossimi anni. La semplicità d’uso delle moderne piattaforme di gioco online, le continue e pressanti campagne di marketing per acquisire nuovi giocatori allettandoli con un codice promozione goldbet per l’apertura di nuovi conti e la possibilità di avere i propri giochi preferiti a portata di smartphone e tablet sembrano essere alcune tra le ragioni principali del boom del gioco virtuale.
Per quanto riguarda in particolare il sud, la Campania è la regione che spende di più in gioco con una raccolta di poco superiore ai 7 miliardi di euro e si posiziona al terzo posto in Italia dopo la Lombardia e il Lazio. Seguono poi Puglia e Sicilia che hanno speso poco più di 4 miliardi ciascuna, Calabria e Abruzzo si attestano sui 2 miliardi, la Sardegna
ha speso poco più di 1,5 miliardi e, in coda, si collocano Basilicata e Molise rispettivamente con 510 e 350 milioni di euro.
Ma quali sono i giochi in cui i meridionali hanno speso di più? Quasi la metà dell’intera cifra raccolta è stata spesa nelle slot machine e nei più moderni apparecchi Vlt, terminali di gioco che consentono puntate fino ad un massimo di 10 euro e accettano pagamenti in monete, banconote, ticket e carte prepagate a differenza delle tradizionali slot che permettono di giocare solo con le monete e con puntate massime di 2 euro. Il resto è stato speso in lotto e lotterie varie, scommesse sportive e ippiche, bingo e gratta e vinci. Per quanto riguarda invece il gioco online, la preferenza va ai giochi da casinò (che comprendono tra l’altro anche le slot machine virtuali) e alle scommesse sportive mentre appaiono in leggero calo il poker, il blackjack e i giochi di carte in generale.
Tra i tanti aspetti preoccupanti della continua espansione del gioco d’azzardo in Italia, dalla crescita dei fenomeni di gioco d’azzardo patologico nella popolazione al coinvolgimento di cosche e malaffare nella gestione di sale e slot machine, c’è quello legato al gioco tra la popolazione giovanile. Secondo una ricerca dell’osservatorio di Nomisma, Young Millennials Monitor, condotto su un campione di 11mila ragazzi tra i 14 e i 19 anni, il 54% dei giovani del sud compresi in questa fascia d’età ha giocato almeno una volta nel corso dell’anno e di questi circa il 5% avrebbe un rapporto problematico con il gioco d’azzardo che potenzialmente potrebbe trasformarsi in patologia vera e propria.